Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva; e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate; cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l’Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un’arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all’imprevisto, disponibile all’avventura.
Con questo spirito intraprendiamo un viaggio alla scoperta delle erbe selvatiche e dei luoghi che occupano: saremo a Roma, dove i fiori bianchi della carota crescono attorno al Teatro Marcello, a Milano, dove le malve prorompono tra i cementi del Navigli; a Napoli, dove i capperi punteggiano la discesa del Petraio; a Palermo, dove il finocchio borda l’Acchianata di Monte
Pellegrino. Ma più spesso questa viandanza ci porterà in periferia, ai margini degli abitati, nelle aree industriali dismesse, tra gli edifici abbandonati, in spazi che guardiamo di sfuggita, ma che nascondono tesori sorprendenti: qui le erbe bucano asfalti e cementi, si sporgono da grondaie e cornicioni, risalgono muri e recinzioni. Un collettivo vegetale: silenziose, autarchico, ribelle e indomito. Perché la bellezza vegetale – scrive Fabio Fiori – è democratica, si regala nel parcheggi delle città padane come nei campi delle colline appenniniche, negli spiazzali dei paesi meridionali come nelle macchie delle coste mediterranee.
Questo libro è anche un ricettario del Terzo paesaggio, armati de coltello e bisaccia, magari in sella a una vecchia bici, siamo pronti a partire, alla ricerca di tesori mangerecci, rinnovando le gesta degli avi, di quegli uomini che nella notte dei tempi erano raccoglitori, ma anche e soprattutto viandanti, con l’animo curioso e sempre disposto ad acéogliere la meraviglia. A guidarci è la speranza di costruire una relazione nuova con la natura, più consapevole e armonica, meno superficiale e predatoria. Certi che la poesia é utile come la scienza, che la pratica vale come la Conosceaza, che erborare è importante come studiare.



Mer 24 Giugno 2026 – Orario: 21:15 - 22:15 – Luogo: FanoPalazzo Castracane

FABIO FIORI, “Beata l’erba fresca. Cammini e storie in giro per l’Italia” (Donzelli)
Conversa con Luca Imperatori (Medico)



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