Nella terza serata della tredicesima edizione di Passaggi Festival, ospiti in Piazza XX Settembre per la rassegna Libri in piazza sono Giulia Ligresti con il suo “Niente è come sembra. La mia storia: la forza della verità”, edito da Piemme, e Carlo Sama che presenta “La caduta di un impero. 1993: Montedison, Ferruzzi, Enimont”, edito da Rizzoli. Entrambi hanno conversato con Lorenzo Salvia, giornalista del Corriere della Sera.
La mancanza di giustizia in una fase centrale del capitalismo italiano
I libri di Carlo Sama e Giulia Ligresti, presentati attraverso un registro stilistico e narrativo diverso, raccontano un pezzo della storia del capitalismo italiano e riportano come sia mancata la giustizia in un contesto importante. Carlo Sama, genero di Serafino Ferruzzi e stretto collaboratore di Raul Gardini, scrive un memoriale con precisione giornalistica ed una grande dose di rabbia, raccontando dall’interno una vicenda complessa e drammatica dell’industria italiana e ricostruendo l’ascesa e il crollo di un impero agroindustriale. La sua opera intreccia le dinamiche familiari, le strategie industriali, le manovre finanziarie e le responsabilità politiche, proponendo così una visione inedita sul ruolo degli attori economici e istituzionali dell’epoca degli Anni ’80 e sulle mancate occasioni di rilanciare le industrie italiane. Giulia Ligresti, importante figura per l’imprenditoria italiana e figlia di un ingegnere, scrive invece un’autobiografia intensa e sincera, ripercorrendo i tratti centrali della propria vita e trattando anche alcune questioni dell’attualità quali gli anni nel jet set internazionale e i ruoli apicali nella finanza, le missioni umanitarie e l’esperienza drammatica della detenzione da innocente. L’autrice tramite uno stile profondo e coinvolgente ci condivide in un dialogo con un forte taglio di personalità e sofferenza, diverse riflessioni sulla famiglia, sul rapporto con il padre e sull’attività di designer. La sua è una storia di amore, coraggio e resilienza.
Ferruzzi, un gruppo industriale davvero intercontinentale
Carlo Sama attraverso un breve video ci racconta come nasce e cresce il gruppo industriale Ferruzzi, il quale, figlio di contadini, diventa re del grano e della soia con la sua azienda a Ravenna, un’azienda agricola che ben presto si allarga a livello intercontinentale, arrivando a coprire un milione di ettari tra Europa e America del Nord e del Sud e arrivando a competere con le altre imprese mondiali di cereali. Il gruppo Ferruzzi ha toccato la rilevanza mondiale grazie alla presenza consolidata in America e soprattutto grazie alle innovazioni tecniche ed alle iniziative industriali ( quali la produzioni di cemento e calcestruzzo, la produzione biocarburante e della plastica biodegradabile), alle importazioni, alla costruzione del primo frantoio a Ravenna e di altri impianti grossi in Italia e America Latina. Ferruzzi rappresenta davvero un capitolo della storia del capitalismo italiano, producendo la ricchezza da qualcosa di non esistente. Fondatore del gruppo, ha creato con la sua grande azienda un vero e proprio impero. Ha costruito la più grande flotta per il trasporto di cereali e ha creato grandi reti di commercio in Europa ed in America del Nord e del Sud. Il gruppo si è rivelato anche il più grande produttore mondiale di zucchero. Ferruzzi ha lasciato un patrimonio enorme di 1250 miliardi lire nel 1979. Secondo Carlo Sama è stato un uomo geniale, lui ed Enrico Mattei sono i due uomini più importanti del XX secolo.
La rovina della politica secondo Carlo Sama
Nel 1974 c’è il primo incontro con Gardini, con il quale l’autore prima stringe un legame, ma dal quale poi si distacca. Gardini nel 1979 si è autoeletto leader gruppo, ma non sarebbe dovuto essere lui il condottiero del gruppo, bensì il figlio di Ferruzzi. Nonostante abbia compiuto qualche opera buona a livello agroindustriale, Gardini, per Carlo Sama, contraddice le direttive di Ferruzzi, abbandonando il trading. L’acquisizione di Montedison, ci spiega l’autore, non nasce da uno studio a tavolino, ma da una casualità. L’Italia diviene così un mercato condizionato dalla politica, con il finanziamento di capitalisti senza capitali, avvantaggiati dalla simpatia dei governatori sempre più onnipotenti. La crisi negli anni successivi, prodotta dagli investimenti alti e dai rischi esagerati, condotti spesso da Mediobanca, ha portato all’incarcerazione di diversi dirigenti del gruppo Ferruzzi-Montedison, tra cui proprio Sama, costringendoli successivamente alle dimissioni. Con queste parole Carlo Sama si riferisce alle vicende accadute:
Si è trattato di un vero e proprio esproprio, per motivi assurdi. Il gruppo Ferruzzi è stato vittima dello sciacallaggio mediatico condotto da Enrico Cuccia e dai suoi collaboratori al fine di legittimare questo esproprio mondiale, fondato su menzogne clamorose. Il mio libro è dedicato a tutti i dipendenti del gruppo, spazzati via da Cuccia e dai suoi poteri maldestri.
Il comunicato stampa di Montedison del 30 settembre 1993 racconta alcuni fatti importanti: all’interno del gruppo Ferruzzi-Montedison sono stati nominati da Cuccia, Rossi presidente e Bondi amministratore delegato. Montedison non ha reagito al contesto economia mondiale ed il margine operativo lordo è aumentato, in controtendenza ad altri gruppi italiani.
L’informazione sottomessa ai poteri forti
Carlo Sama afferma con veemenza che i giornali non raccontino la verità, ma che si allineino invece ai poteri forti. Bondi e Rossi invece raccontano tutti i primati del gruppo Ferruzzi. Non c’era la necessità dello scandalo finanziario per derubare il gruppo Ferruzzi nel periodo di Mani pulite, nel quale i poteri forti hanno sempre fatto i loro interessi. Per Carlo Sama, non solo in quel periodo, ma anche attualmente, nessun partito di sinistra o di destra o di entrambe le estremità ha al suo interno persone elette con i propri soldi, ma tutti sono finanziati irregolarmente dai vari partiti, tranne Berlusconi. Sempre secondo l’autore, lo scopo del periodo di Mani Pulite non era quello di fare processi, ma quello di rendere le persone infami. I capi delle operazioni di Mani Pulite si sono resi conto poco prima di morire, di tutte le loro azioni, di aver distrutto tante vite e tante famiglie inutilmente. In conclusione, Sama afferma che il gruppo Ferruzzi-Montedison è stata l’unica vera multinazionale.
Accuse prive di fondamenta alla base dell’esproprio e dell’arresto
Anche Giulia Ligresti è stata colpita dalle azioni di Mediobanca e la definisce un sistema di potere, prima alleato, ma nel quale poi sono entrate altre persone che con mezzi potenti hanno portato all’esproprio di gruppo. Nel luglio del 2013 Giulia Ligresti è stata nominata vicepresidente di Fondiaria Sai. Ha vissuto momenti complicati poiché è stata accusata di reato, ma sempre un qualcosa fondato su basi deboli come afferma lei stessa, tant’è che il falso bilancio è risultata una notizia non vera. E’ stata trasportata a Vercelli per arresto, al quale non è seguito il processo ma il patteggiamento. Il libro è il racconto del ricatto e della forzatura dietro questa scelta processuale.
Questo mondo attuale è una vera rovina, non c’è futuro, si deve addirittura scegliere se rinunciare alla propria difesa o rimanere a lungo in una situazione insopportabile. E purtroppo la situazione che ho vissuto io non è un caso isolato in Italia. Il problema non deve sussistere perché le accuse dell’esproprio e dell’arresto sono tutte infondate. Sono dell’idea che la parte malata di una società comprometta sempre quella sana, creando tutti i complotti. Difendersi da un accerchiamento totale è davvero duro
Il buon esempio del padre di Giulia Ligresti
Secondo l’autrice è fondamentale non sprecare nulla della propria vita, anche le esperienze brutte servono sicuramente a qualcosa, rendono forti le persone. Anche in un mondo capovolto con le forze dell’ordine nemiche, crescono persone incredibili e con umanità straordinaria. Nel suo libro Giulia Ligresti racconta la famiglia e soprattutto gli insegnamenti del padre, un imprenditore del Sud, che ha aperto una catena di negozi ed è diventato un ingegnere ed a seguire anche un finanziere. L’autrice riporta anche la frase di rito per gli imprenditori: “tu non potevi non sapere”. In un’intervista Giulia Ligresti ha raccontato che si vedrebbe bene come sindaco Milano, avendo molti progetti, dal momento che ama la città. Una grande preoccupazione è la distanza tra i governatori di Milano e i cittadini, i milanesi hanno bisogno di essere ascoltati affinché possano essere contenti.
L’incontro si conclude con una parte del libro sui viaggi all’estero (Afghanistan, Egitto, Ruanda, Etiopia, Camerun), e soprattutto con una frase di una guida ruandese: “non c’è più nessuna divisione, siamo tutti un mondo solo”.
