Da casa a fuori, d’infinito e provvisorio

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Data / Ora
Data - 01/07/2021
Ora- Tutto il giorno

Luogo:
Centraledicola

Categorie


Associazione CENTRALE FOTOGRAFIA
Mostra di fotografia

Orario d’apertura: sempre aperto

Per il sesto anno consecutivo l’Associazione “Centrale Fotografia” partecipa ai progetti espositivi di “Passaggi Festival” a cura di Paola Gennari. Per il 2021 viene proposta la mostra “Da casa a fuori, d’infinito e provvisorio”, frutto di un progetto didattico nato da un’idea di Marcello Sparaventi e Paolo Giommi, che hanno curato anche le lezioni tecniche e teoriche del progetto, seguiti da venti inediti fotografi. Il geografo letterario Massimo Bini li ha affiancati contemporaneamente con la lettura e l’analisi di testi di Honoré de Balzac, Dolores Prato, Paolo Teobaldi, Umberto Saba, Tonino Guerra, Paolo Volponi e Fabio Tombari, scegliendo con cura i guadi e i passaggi vitali che esistono da sempre tra la fotografia e gli altri linguaggi espressivi. Illuminati da questa luce trasversale, e dalla parabola della letteratura, i frammenti liberati dalla custodia degli spazi privati, prima appartati ed anonimi negli angoli anodini della vita quotidiana, riacquisiscono improvvisi, nella mostra di Centrale Fotografia, suoni e profumi inosabili, indicibili, capaci di spezzare da remoto, ogni silenzio.
Essi ci guardano, si parlano, rivivono, e ci dicono in modo dimesso e sommesso, che la banalità non esiste e che tutto è fotosensibile alla vita, con nuove prospettive di vista, se c’è un altro sguardo dentro, dietro, più completo e pieno, oltre le vernici secche delle superfici. Fiochi o perfettamente messi a fuoco, inerti, di pochi iso e qualche sorriso, aggregati o isolati in nature vive e nature molte, gli oggetti ritrovati in questo lento viaggio di scavo, divengono nuovi volti, versi ibridi, una voce plurima con nuovi risvolti.
E nella loro presenza discreta ma mai muta, trapelano allora lievi scie luminose che annientano ogni lontananza ed ogni fuori, e che alimentano il senso di un altro cielo, in questo tempo mai così provvisorio e assetato d’infinito, come ora.


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