«L’acqua avvolge braccia, gambe, testa, dando un senso di pace e protezione. Allontana le preoccupazioni e i rumori del mondo. Un tuffo e tutto scompare: il mondo è messo tra parentesi, fino al prossimo respiro»

Ci sono quelli che nuotano per tenersi in forma, per disciplina o per abitudine.
E poi ci sono quelli che nuotano perché non riescono a farne a meno, perché solo così si ricordano di essere vivi. Un tuffo e il rumore del mondo scompare, inghiottito da quel blu che avvolge tutto: braccia, gambe, pensieri. L’acqua lima il superfluo e resta solo un corpo che scivola, insieme a un respiro che torna a contare. Ci trasformiamo così in pensiero liquido che rimbalza da un bordo all’altro della vasca, o verso un orizzonte che non si lascia mai raggiungere. E quando si riemerge il cuore batte veloce, il fiato è corto, ma non c’è dolore, e nemmeno sudore. Solo freschezza. I corridori stravolgono il volto, i ciclisti serrano le mascelle, i tennisti combattono col fiato corto. I nuotatori no: loro sorridono. Hanno un segreto stampato in faccia, e il segno degli occhialini a fargli da cornice.



Mer 24 Giugno 2026 – Orario: 21:15 - 22:15 – Luogo: Fanoex Chiesa di San Francesco

CAROLA BARBERO, “L’arte di nuotare. Dell’arte e del respiro” (Il Mulino)
Conversa con Armando Massarenti (Filosofo e giornalista)



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