Ad aprire la rassegna di saggistica “Libri in Piazza” della tredicesima edizione di Passaggi Festival in Piazza XX settembre è Stefania Craxi, presidente della Commissione degli esteri e della difesa del Senato della Repubblica italiana. Stefania Craxi ha presentato il libro All’ombra della storia. La mia vita tra politica e affetti, edito da Piemme, conversando con Pietro De Leo, giornalista de il Tempo.

 

Storia di una famiglia legata alla politica

All’ombra della storia. La mia vita tra politica e affetti, scritto a 25 anni dalla sua scomparsa, è un viaggio alla scoperta della storia del padre Bettino Craxi, persona nella quale rivestono grande importanza l’umanità e la politica. Al contempo il libro racconta la storia dell’Italia negli ultimi 40-50 anni, ovvero la storia di tutti noi. Nonostante in un primo momento Stefania Craxi pensasse che fosse più corretto non scrivere nulla, anche per paura di essere messa all’angolo dagli avversari politici, alla fine ha deciso di raccontare la storia del padre per dare modo a tutti di riflettere su quanto accaduto negli ultimi decenni del Novecento, scrivendo di getto dei ritagli. Stefania voleva restituire la figura di un uomo, politico e statista straordinario. Tutte le sue fasi politiche sono state scandite da congressi, riunioni e viaggi, sempre volti all’arricchimento e alla formazione. Stefania voleva stare sempre vicino a Bettino per conoscere la sua storia ed entrare nella vita politica, tant’è vero che l’unico linguaggio che aveva in comune con il padre era la politica. Stefania Craxi fece la sua prima campagna elettorale a 8 anni, con la distribuzione dei volantini in tutti quartieri della città. Tutta la famiglia viveva di politica, grazie anche al nonno, un grande politico che rivestì ruoli importanti (viceprefetto durante la Liberazione a Milano e prefetto a Como).

 

La politica, una vocazione genetica

La politica per Bettino, e anche per Stefania, è stata ed è una vocazione genetica, qualcosa che ha a che fare con la vita e la morte, e non con la televisione e i mass media. La politica è un percorso duro, nel quale si devono attraversare momenti difficili, come la Resistenza, gli Anni ’70, il terrorismo e i fatti di Tangentopoli. Tuttavia, la famiglia Craxi, sostiene Stefania, ha sempre mantenuto intatta la propria posizione. Bettino è stato il leader del Partito Socialista Italiano, ovvero la comunità politica alla quale lei ha sempre fatto parte, e ha svolto anche il ruolo di Presidente del Consiglio. Riguardo i fatti del caso Aldo Moro negli Anni ’70, c’è stata una tentata mistificazione sulla posizione di Craxi, in quanto molti gli hanno imputato di volere la salvezza di Moro solo per fini politici, mentre la figlia testimonia che lui ha voluto veramente salvarlo. Si è scontrato anche con i sindacati per i fatti della Scala Mobile, non riuscendo a comprendere la durezza del Partito Comunista rispetto ai leader della Sinistra che hanno guidato l’Italia in quel periodo. Non ha mai lanciato parole di odio e avversione verso tutte le persone politiche, anche quelle con ideali diversi.

 

Un percorso duro e gli scontri con comunisti e americani

Bettino Craxi sicuramente ha contributo anche alla caduta del comunismo in diversi paesi dell’Europa dell’Est. In lui non sono mai mancate le convinzioni dell’uomo occidentale riguardo i concetti di democrazia e libertà, così come è da considerare un uomo anticomunista, ricordando anche che i comunisti, secondo Stefania Craxi, hanno spesso preso posizione contro l’Italia, facendo ampliare la frattura tra i partiti socialista e comunista.
Negli Anni ’80, periodo del Made in Italy, della moda e della musica, l’Italia è ritornata una potenza media all’interno dello scenario internazionale, e per raggiungere tale obiettivo Bettino Craxi ha combattuto l’inflazione e tutti i problemi, puntando molto sul Made in Italy, inteso come capacità di aumentare le produzioni in Italia e di esportare poi i prodotti all’estero.
Ha avuto sempre grande rispetto per tutto il mondo, specie per gli alleati europei e americani. Cruciali si sono rivelati i fatti della crisi di Sigonella, nella quale Craxi ha fronteggiato gli Stati Uniti, in seguito al sequestro della nave italiana; Craxi, per salvare 500 italiani bloccati, si è opposto agli americani che hanno voluto assaltare la nave italiana con gli aerei, cercando l’accordo con Egitto e Palestina; dopo l’assassinio di una persona, gli accordi sono stati cambiati, i terroristi sono stati trattenuti in Italia e i mediatori sono stati lasciati andare in America, facendo così valere le leggi italiane contro le intenzioni degli Stati Uniti, sfiorando lo scontro armato. C’è stato anche uno scontro con Ronald Reagan, all’epoca presidente degli Stati Uniti, ma si è prediletto giustamente il rispetto delle leggi: gli italiani non sono stati considerati subalterni degli americani, ma alleati. Infine, sono stati installati anche gli euromissili in Sicilia come base per fare cadere il Muro di Berlino.

 

Il Partito Comunista, un pericolo per l’Italia

Grazie al ruolo di presidente del consiglio, Bettino Craxi ha avuto la possibilità di portare Stefania con sé nei suoi viaggi all’estero; lei aveva voglia di stare all’interno del suo programma e non di rimanerne isolata al di fuori. Con l’avvento della globalizzazione e dopo la caduta del Muro di Berlino, la finanza ha conquistato sempre più potere, sostituendosi nel ruolo di primato della politica. In Italia lo scontro tra magistrati, finanziari, politici e giornali è risultato particolarmente violento in quel periodo, e a confermare questo è stato il fatto che il Partito Comunista più grande del mondo occidentale ha distrutto ben cinque partiti che hanno fatto in precedenza la storia dell’Italia; tutto questo è accaduto con una grande spinta dell’opinione pubblica che è stata alla guida di una forte campagna mediatica.

 

Milano, la città simbolo della crescita degli Anni ’80

Milano è stata la città simbolo della crescita negli Anni ’80, una città luminosa in procinto di uscire da anni drammatici, nei quali è stato il terrorismo a devastarla. Così Milano è tornata a vivere la propria ricchezza, diffusa da tutte le parti. È ritornata a essere una città accogliente e trasversale, soprattutto dopo il periodo cupo e angoscioso dell’inchiesta di Mani Pulite, nel quale era quasi impossibile compiere una semplice difesa dall’aggressione mediatica e giudiziaria. E tra i tanti eventi da ricordare, centrale si è rivelata la data del 30 aprile 1993, giorno in cui Bettino Craxi è stato bersagliato a Roma da un piccolo gruppo di squadristi facinorosi. Malgrado questo, Stefania non ha mai maledetto la politica di quegli anni, perché equivaleva a maledire la famiglia; non ha cancellato né il sentimento buono, né i fatti drammatici. La fase più difficile è stata quella che Stefania definisce di esilio: un esilio come specchio dell’immagine del silenzio, un esilio volontario per difendere libertà voluta per tutti e per sé.

 

Bettino Craxi, l’unico vero leader della vera Sinistra italiana

Craxi è stato soprannominato la mente laser dalle convinzioni profonde, con lo scopo di raggiungere tutti i suoi obiettivi. Oggi la maggior parte degli italiani dà a Craxi tutti i suoi meriti. Tuttavia chi lo ha aggredito in precedenza, continua ad aggredirlo tuttora. Tutte le tappe della sua politica hanno consegnato un insegnamento ai posteri; adesso gli italiani possono capire che cosa è realmente successo; chi ha una certa età riesce a notare la differenza tra l’Italia degli Anni ’80 e quella odierna, le diversità tra la classe politica dirigente di allora e quella di oggi; il confronto con la realtà serve per rivedere anche le proprie posizioni.
Stefania afferma che Bettino Craxi è stato l’unico vero leader dell’unica vera sinistra della storia, con gli ideali risorgimentali e uno sguardo sul futuro. Attualmente viene molto apprezzato chiunque rischia la vita per difendere le sue idee. La cultura ha messo in secondo piano la politica durante la Seconda Repubblica, e per Stefania la necessità è ritornare al primato della politica. Bettino Craxi è un vero esempio del coraggio e del linguaggio della verità in tutte le situazioni. Il mondo occidentale è in continuo ritardo sulle situazioni attuali come il fenomeno dell’immigrazione, il radicalismo islamico e il conflitto tra Israele e Palestina.
Per concludere, Craxi è il simbolo della cultura riformista. Riformista nel linguaggio odierno è una parola inflazionata e significa ben poco. I riformisti costituivano la prima corrente del Partito Socialista. Riformista è un metodo per accogliere ciò che è nuovo e armonizzarlo nell’esistente. Il riformista ha coraggio e appartiene alla storia politica socialista.

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