[…]
ogni sbaglio lo farò cantare insieme all’acqua
e nel fango della riva immergerò le mani
io ho imparato ad abitare l’incertezza
a vedere la grazia immutata che si compie
nello schianto che fa il cuore quando frana
«La voce di Laura è inconfondibile, come è quella di un poeta fatto e compiuto, che dice cose nuove con voce nuova. Un’ispirazione che liberamente “dà del tu” alla Storia, come lasciava già intendere Il Canto di Cecilia e altre poesie (Raffaelli 2015) il suo bellissimo e decisivo secondo libro. I suoi versi sono immediatamente riconoscibili, così incisivi e lapidari, con una propensione alla memorabilità che è una qualità di cui difetta la nostra poesia più recente […]. Leggere queste poesie di Laura Corraducci così intrecciate alla storia mi ha riportato al discorso di Brodskij quando ricevette il Nobel nel 1987: “Colui che scrive una poesia la scrive soprattutto perché scrivere versi è un acceleratore straordinario della coscienza, del pensiero, della comprensione dell’universo”. E in Tableaux ci sono tante accelerazioni.»
(dall’introduzione di Alessandro Rivali)
Mer 24 Giugno 2026 – Orario: 19:30 - 20:30 – Luogo: Fano – Palazzo Castracane
LAURA CORRADUCCI, “Tableaux” (Pequod)
GIADA BORGAGNI, “La corsa della figlia” (Puntoacapo)
Conversano con Daniele Ricci (Poeta)