Siamo a Torino, in questa parte della città dove il marchio Fiat è più di un ricordo, è identità sociale e anche visione del futuro. Oggi il Lingotto è il luogo del cuore per chi ama i libri; ogni anno arrivano da tutta Italia per immergersi in quella fiera del libro che in Europa è seconda solo alla Buchmesse di Francoforte.
Bello, grande e funzionale lo stand della Regione Marche ti accoglie nella più strategica delle posizioni: all’ingresso del salone, davanti alla fermata della metro. Ed essere immediatamente rintracciabili, nella caotica, frequentatissima cittadella del libro, direi che è tutto.
Passaggi Festival nello stand regionale è di casa, sono anni che presentiamo la manifestazione qui.
Anche questa volta la dirigente Cultura della Regione, Daniela Tisi, ha compiuto il miracolo: tutto funziona, tutto gira nel modo giusto. Ha ruolo e competenza, ma soprattutto ha passione, glielo leggi negli occhi: sa fare bene il suo mestiere e le piace, nonostante la fatica, i problemi da risolvere, le cento persone che le vogliono parlare. Un’altra colonna è Michele Servadio e a lui chiedo come stia andando. La promozione è affidata alla Fondazione MarcheCultura e Andrea Rossetti è già pronto coi suoi strumenti e si è accordato con Kyra Santaniello, la social media manager di Passaggi; insieme con lui c’è Daisy De Nardis che mi pare si occupi più della parte di programmazione culturale.
Non manca molto alle tre del pomeriggio, quando inizierà il panel di Passaggi Festival, ma Nando dalla Chiesa non risponde al telefono. Nel frattempo vedo e saluto l’assessore alla Cultura di Fano Lucia Tarsi; Valeria Patregnani, responsabile del Sistema Bibliotecario fanese, e Dino Zacchilli, presidente onorario del Centro Studi Vitruviano. Mi piacerebbe fermarmi a far due parole per chiedere come sia andato l’evento del mattino su Fano città di Vitruvio, ma debbo incontrare Nando, quindi a passo veloce vado verso la sala Indaco dell’Oval, dove ha presentato il libro che porterà a Fano, “La ragazza di Vicolo Pandolfini”, una straordinaria storia d’amore: la sua e di Emilia, che sarà sua moglie. Ed è un libro nato a Fano, “l’unico luogo- dirà poi Nando durante la presentazione – in cui Emilia mi chiedeva di venire”.
All’Oval non c’è, l’incontro è già finito, giro e rigiro, poi torno velocemente allo stand delle Marche e nel frattempo Nando mi risponde e mi avvisa che sta arrivando. Lo vedo, impeccabile e serio, ma di quella serietà mai pesante e sempre pronta ad aprirsi a qualcos’altro.
A quel punto chiedo a Michele se mi accompagna da Silvia Luconi, sottosegretaria alla Presidenza delle Marche, che sarà nel panel insieme con Nando dalla Chiesa e me. Non la conosco e mi chiedo che faccia abbia. Ci presentiamo e mi pare che ci sia una buona intesa. E così, un po’ in ritardo, alla fine ci siamo. Ci sediamo. A condurre è Alvin Crescini, che ogni volta ascolto stupito e ammirato: sono anni che macina libro su libro, evento su evento, sembra non stancarsi mai e per ogni ospite ha le giuste parole. Segreti della professione!
Si va a cominciare, parte il video promozionale realizzato dalla nostra Sara Gambarotta, e poi via con le domande. Luconi dimostra non solo di essere preparata, ma riflette sulle parole giuste: identità, confronto, saperi, crescita. Nando è eccezionale anche quando racconta con semplicità come tutto è iniziato e come Passaggi sia, alla fine, un grande e disordinato, e per questo bellissimo, contenitore culturale.
“Siamo il primo festival della saggistica nazionale – spiega – e la nostra forza è il pluralismo. A volte non condivido certi inviti in sé, ma condivido sopra ogni cosa il pluralismo. Nel mondo feroce e sgangherato di oggi il senso della misura è la risorsa più preziosa e il nostro festival mette al centro ciò che il mondo sembra aver perduto”. Gli chiedono cosa serva per fare bene il presidente del comitato scientifico, e lui scherza: “L’importante è saper subire le scelte di Giovanni”.
La presentazione è finita, ancora un giro negli stand del salone e poi si torna a casa; peccato che Nicole non sia potuta venire, le sarebbe piaciuto.

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