Passaggi_Diversi_Festival_Passaggi_2018Oggi è stata inaugurata la terza edizione della rassegna “Passaggi Diversi”, che riguarda incontri di poesia, da Bagnoli e Lombardo. Tra gli ospiti oltre Vincenzo Bagnoli e Francesco Lombardo, due fondatori della rivista “Versodove” una delle più importanti in ambito poetico, anche case editrici: Arcipelago Itaca, Amos Edizioni, Valigie Rosse e Kurumuny. E’ stato lasciato spazio agli editori per raccontare le loro storie e il perché avessero scelto proprio quel lavoro che in Italia è, al giorno d’oggi, molto difficile. I Racconti sono stati alternati dalla lettura di alcuni brani di Luigi Socci, Sergio Rotino e Franca Mancinelli.

 

 

 

La poesia per Bagnoli e Lombardo:

Che cosa si prova ad essere tra i fondatori di un’importante rivista come “Versodove” e che cosa comporta questa carica nel lavoro di tutti i giorni?
Bagnoli: A distanza di tanti anni si prova un certo orgoglio per aver avuto voglia di continuare perché la perseveranza è importante. Mi è stato detto da un organizzatore culturale bolognese che quello che conta è avere costanza, perché se continui a fare quello in cui credi riuscirai a fare qualcosa. E la poesia ha bisogno di tempo, attenzione e costanza.
Lombardo: “Versodove” nasce da amicizie e affetti verso la poesia e lo stare insieme. Abbiamo fatto tantissimo, ma con grande leggerezza. Abbiamo fatto una piccola parte nell’universo della poesia che è ampio e diversificato.
Quale impatto pensa che possa avere sul pubblico l’incontro di stasera? Crede che possa aiutare a sensibilizzare le persone nei confronti della poesia?
Bagnoli: Il pubblico mi è sembrato attento e partecipe, quindi spero proprio di sì. Ed è proprio con incontri come questo, più ancora che col web, che si riesce a fare qualcosa in questo senso.
Lombardo: Più che aver sensibilizzato credo che abbia reso noi consapevoli che la poesia è molto più presente nella vita delle persone di quanto si pensi. La poesia deve uscire dai luoghi chiusi, bisogna incontrarsi e ascoltarsi.

Pensieri e opinioni di Bagnoli e Lombardo:

C’è un elemento tematico o stilistico che ricorre spesso nelle sue poesie e che si può considerare un po’ come la “firma” dell’autore?
Bagnoli: Si. La cosa che mi piace di più quando scrivo è ripensare alle canzoni pop e rock che mi sono piaciute e che sono rimaste nelle mie orecchie e in quelle di tutti. Mi piace fare una poesia che dia la sensazione a chi legge di averla scritta.
Lombardo: Si. È un elemento che c’è da sempre anche all’interno della rivista, l’amore per la ricerca del paesaggio sia interiore che esteriore. Mi piace la poesia come movimento.
Se dovesse scegliere tra poesia e prosa, sceglierebbe la poesia?
Bagnoli: Scelgo sempre la poesia perché sono pigro. La prosa richiede un lavoro quotidiano, la poesia è una canzone che si fa attraverso un lavoro lungo e intenso ma fatto per la gioia di due minuti.
Lombardo: La prosa è troppo legata alla logica di mercato e quindi è meno libera di essere ribelle e rivoluzionaria. La poesia invece non ha vincoli e può permettersi di osare di più ed essere un azzardo.