asia vaudo e allegra franciosi passaggi festival 2025

Durante la quarta giornata di Passaggi Festival 2025, un appuntamento tutto al femminile e di una profonda potenza: Asia Vaudo e Allegra Franciosi, sabato 28 giugno, hanno presentato il libro Prima morte. Il cantico delle creature in carcere (Ignazio Pappalardo Editore, 2025). 
Nell’ambito della rassegna “Fede e Ricerca 2025”, le due giovani autrici hanno dialogato con la poetessa Zingonia Zingone, fondatrice di FreeFromChains, nella sede del Chiostro di San Paterniano di Fano.

 

Due amiche e la passione per la poesia: il progetto nelle carceri di Roma e Napoli

Tutto è nato quasi per caso, quando, tre anni fa, Zingonia Zingone coinvolge Asia Vaudo, laureata in lettere, e Allegra Franciosi, appassionata di letteratura classica, nel progetto FreeFromChains.

Le due amiche, molto diverse ma accumunate da una grande fiducia nel potere benefico della poesia, in accordo con la missione del progetto, iniziano così ad insegnare e a proporre esercizi di scrittura a quelli che, prima di essere detenuti, sono i loro studenti. L’ascolto delle loro storie le fa confrontare con una realtà che, per quanto brutale, le fa sentire come se dovessero riniiziare tutto da capo.
Inizialmente senza esserne consapevoli, intraprendono un percorso di riscoperta di loro stesse, ricavandone una nuova mappa per la vita, come afferma Allegra.
Asia invece spiega che un banale incontro può essere una lezione di vita, come quando ha capito che spesso le cose si caricano di significati solo nostri.

“Per me il mare è da sempre la cosa più bella del mondo. Maruan, profugo, ora lo odia. Insegnare è saper accogliere, è un dialogo, non un monologo.”

 

La poesia che libera e guarisce

Il libro è una prosa poetica, un affresco della vita del mondo del carcere visto da vicino. Si compone di scritti di detenuti, estratti di lezioni tenute al carcere di Rebibbia di Roma e commenti e riflessioni delle due ragazze nel ruolo di docenti volontarie. Il tutto è impreziosito dalle raffinate tavole del pittore Roberto Pavoni, da una prefazione del poeta Davide Rondoni e da una postfazione dell’ex detenuto per motivi politici Maurice Bignami.

Zingonia chiarisce che l’opera non è religiosa né tantomeno ideologica o buonista, ma sicuramente possiede uno spirito misterioso e verticale: viene dall’alto e arriva in profondità. Esplora la polarità tra bene e male, assieme a tutto ciò che sta in mezzo, quella mediocritas, che è poi speranza, affrontata anche durante le lezioni di Asia e Allegra.

“Mangiare un pezzo di cielo in punta di piedi sul precipizio.”

Una storia d’Amore di volontariato in carcere

Già dal titolo ci arriva un primo assaggio della durezza che le ragazze hanno sperimentato con i loro occhi nelle carceri.
L’idea di fondo è stata quella di sottoporre i versi del Cantico delle Creature di San Francesco di Assisi ai detenuti, per vedere come avrebbero risposto allo stimolo, dopo due anni di lezioni principalmente incentrate sulla letteratura arcaica. Il filo rosso che lega le diverse storie dei detenuti è proprio l’amore francescano, ovvero ciò che può liberarci dall’unica vera prigione, che è il peccato.
Ma l’amore è inteso nel libro anche come a-mors, assenza di morte. Vivere senza amore significa darsi in pasto alla morte ogni giorno, la più grande disgrazia secondo il filosofo Camus.

 

In punta di piedi

Asia e Allegra hanno letto al pubblico alcune poesie scritte dai detenuti, dimostrando come questo contatto umano ha lasciato un importante segno di dialogo, empatia e umanità.
Le ragazze hanno creato uno spazio di condivisione in cui la persona e la sua colpa sono due cose ben distinte. Con umiltà si sono messe in gioco per imparare dalle loro parole, scoprendo che a volte la semplicità delle piccole cose è più efficace della tipica solennità della poesia, come hanno dimostrato al pubblico leggendo la poesia di Danilo:

“Strappai un sorriso a un fruttarolo e lui mi regalò una mela.”

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