Passaggi Claudio Cerasa 2018PESARO – Caludio Cerasa, direttore del quotidiano il Foglio, ha presentato ieri sera il suo libro “Abbasso i tolleranti. Manuale di Resistenza allo sfascismo” al Piano nobile di Palazzo Gradari a Pesaro. Aspettando l’inizio ufficiale del Festival, fissato per mercoledì 27 giugno a Fano, Passaggi ha deciso di spostarsi di qualche chilometro per dare un primo assaggio di saggistica al pubblico. Questo momentaneo spostamento si propone di essere un augurio per le future edizioni di Passaggi di superare i tradizionali confini territoriali.

Al centro l’attualità

“Oggi abbiamo una società parzialmente composta da intolleranti che, urlando più forte degli altri, pensano di avere ragione”. Così si apre il discorso di Cerasa intervistato da Giuseppe De Filippi (giornalista del TG5), con un’aspra critica al disfattismo dilagante ed alla messa in discussione delle gerarchie sempre più diffusa a tutti i livelli della società (il Direttore del Foglio si è servito di un efficace esempio prendendo a modello le chat dei genitori su What’s App, nelle quali viene sempre più spesso messa in discussione la figura dei professori). Questa idea della messa in discussione di figure competenti e tecnici (è stato toccato anche il discorso sulla diffidenza dilagante nei confronti dei vaccini, tema di scottante attualità) è confluita in un’aspra critica alla democrazia diretta che, secondo Cerasa, in realtà si chiamerebbe così perché “diretta da qualcuno dandoci l’impressione di essere diretta da tutti noi”. Il Direttore del Foglio, infatti, ha espresso l’opinione secondo la quale non dare alla democrazia gli strumenti per prendere decisioni è il modo migliore per farla morire. In un sistema democratico come quello italiano, dice Cerasa, tutti sono ben rappresentati ma, di fatto, non si può fare nulla.

Un sistema fatto di dualismi

Il libro di Claudio Cerasa spesso ci propone delle coppie di parole per spiegarci le sue posizioni. La prima, e più importante, è quella che oppone ottimisti e pessimisti. Il problema degli ottimisti, secondo l’Autore, è che nel corso del tempo l’idea che la realtà alla fine vinca è stata sovrastimata da quest’ultimi generando una forma distorta di ottimismo che ha portato all’idea che si possa fare tutto. Gli ottimisti, infatti, si limiterebbero ad osservare i dati senza considerare il fattore “percezione” sul quale, invece, i pessimisti fanno leva. Ma chi sono esattamente i pessimisti secondo Cerasa? Le forze antisistema che hanno monopolizzato il linguaggio della paura ma che al momento sono anche quelle in grado di farsi capire meglio.
Un altro dualismo importante è quello che vede contrapporsi apertura e chiusura: stare dalla parte dell’apertura sembra essere necessario in una società governata dalla chiusura, un sentimento tanto diffuso da essere percepito come naturale; una chiusura alimentata dalla solitudine, dal sospetto e da una sopravvalutazione degli aspetti negativi della nostra epoca a che non può essere, secondo Claudio Cerasa, in alcun modo tollerata.