Sul palco del Pincio di Fano, venerdì 18 giugno si è inaugurata la Rassegna“Passaggi tra le Nuvole”conDavide Toffolo, fumettista e cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti, sempre con la sua inseparabile maschera. Con lui hanno dialogato un fumettista altrettanto celebre,Alessandro Baroncianie la radio speakerIvana Stjepanovic. Una presentazione sui generis, accompagnata anche dall’esecuzione di canzoni live e di disegni in tempo reale.
Magnus, il più grande fumettista
Davide Toffoloè da sempre un innovatore nel campo del fumetto e un importante motore d’esperienza. Il suo ultimo fumetto si intitola “Come rubare un Magnus”edito daOblomov. È un fumetto-biografia diMagnus, pseudonimo del fumettista bolognese Roberto Raviola nato nel 1939, disegnatore di personaggi qualiAlan Ford, Kriminal, Satanic. Il fumetto diToffoloracconta diMagnusma anche del suo amicoBonvi, creatore delle Sturmtruppen. Due personaggi opposti e complementari,Magnuspiù schivo eBonvipiù rock star.
Vincendo la comune paura dello spoiler,Toffolorivela che in realtà il finale coincide con la morte dei due disegnatori. La realizzazione di“Come rubare un Magnus”è durata circa 12 anni. C’è stato un fuoco interno che lo ha alimentato per tanto tempo e lo ha portato poi a decidere di recarsi in un bosco per ultimare il lavoro, proprio dopo la fine del lockdown.
Un’entrata precoce nel mondo del fumetto
Toffoloracconta del suo primo incontro conMagnus. Sin da piccolo leggeva fumetti e adorava il personaggio diAlan Ford. Nel decennale del fumetto di questo personaggio diMagnus, venne indetto un concorso in cui cercavano il nuovo disegnatore di Alan Ford. Lui partecipò con un disegno grazie al quale vinse, a soli tredici anni. La premiazione fu un momento molto emozionante perché a Milano c’erano tutti i suoi disegnatori preferiti, ad esempio Silver, il disegnatore di Lupo Alberto.
La mano dello sceneggiatore
QuandoDavide Toffoloha iniziato a lavorare su un’opera dedicata aMagnus, ha ricevuto tantissimi aneddoti di alcuni disegnatori che lo hanno conosciuto di persona. Tra i tanti, a colpirlo fu quello della“mano dello sceneggiatore”,che rappresenta la modalità di costruzione del fumetto secondo Magnus.Toffoloha provato a spiegarla tirando fuori un guanto nero con sopra disegnate le ossa della mano. Le storie devono avere: un prologo lungo come un pollice, un racconto di personaggi lungo come un indice, uno svolgimento lungo come un medio, un finale lungo come un anulare e un epilogo corto come un mignolo.
Perché si chiama Magnus?
Lo pseudonimoMagnus, che significa “grande, magnifico” rende più magica l’idea dell’autore che sta dietro a un fumetto. I compagni di corso d’Accademia lo definivano “il magnifico” perché era bravissimo a disegnare le anatomie. Questo pseudonimo descrive a pieno la carriera di Roberto Raviola e la sua grandezza. Di solito più i disegnatori diventano grandi e più diventano sintetici. PerMagnusè stato il contrario: con il passare del tempo è diventato un disegnatore ricercato, ricco, ossessionato. Tra l’altro da giovane era un goliardo e proprio in un’osteria di Bologna c’è un disegno in stile affresco, dove si definisce Magnus.
L’incontro personale con Magnus
Toffoloracconta di aver incontratoMagnusin due occasioni: da studente di una scuola di fumetti a Bologna e in una casa editrice.
Nelle foto lo aveva sempre immaginato con un look un po’ psichedelico e una fisionomia molto simile a un membro dei Pink Floyd. Quando lo ha conosciuto era ormai diventato un monaco: si era ritirato a Castel Del Rio nel tentativo di schizzare il personaggio di Tex, sua ultima grande sfida. C’è sempre una dimensione estetica molto forte anche nei fumettisti, magari non espressa come nei cantanti e nei rocker.
Toffoloha fatto sentire anche la voce diMagnus, che ha registrato quando lo ha incontrato. È una voce simile a quella di un condottiero e questo aspetto si rifletteva anche nella sua postura.
La scelta del ritiro
Magnusad un certo punto della sua vita ha deciso di ritirarsi in un paesino per dar vita ai suoi personaggi e stare loro vicino. Precisamente si ritirò a Castel del Rio, un paesino piccolo con un castello gigantesco che compare nei suoi disegni.Toffoloha confessato che l’aspetto che più ama di Magnus è l’essere sempre alla ricerca. Ad esempio ad un certo punto ha cambiato pseudonimo in Hokusai. Ha poi scelto un ideogramma cinese che significa il viandante, per sottolineare l’idea del continuo muoversi. L’opera che più preferisce diMagnusè “110 pillole”, un fumetto erotico che descrive un quarantenne e le sue cinque mogli.
Davide Toffolosul palco del Pincio di Fano ha trasmesso la passione per questo grande fumettista, divenuto protagonista del suo fumetto “Come rubare un Magnus“. Il titolo si ispira ad un evento realmente accaduto: durante una mostra è stato rubato un originale di un personaggio di Magnus che si chiama Necron. Rimane ora la curiosità di scoprire, per chi non ha già letto il fumetto, se ilMagnusrubato è stato ritrovato.
