Nella giornata del 28 giugno, presso Piazza Marcolini, nell’ambito della rassegna di Passaggi Festival “La scienza sotto le stelle”, si è svolta la presentazione del libro “La dieta termodinamica: perché ingrassiamo, perché le diete falliscono e come dimagrire veramente“ (Mondadori), con la partecipazione dell’autore Dario Bressanini e di Claudio Pettinari, docente di Chimica all’Università di Camerino.
La nascita del libro
Nel corso della presentazione, Dario Bressanini ha raccontato come sia nato il progetto del libro. Durante gli anni trascorsi all’università, insegnando chimica, si è accorto che gli studenti seguivano con maggiore interesse le lezioni, in cui ai concetti teorici venivano affiancati esempi concreti e situazioni tratte dalla vita quotidiana. Proprio da questa esperienza è nata la passione per la divulgazione scientifica. Bressanini ha poi iniziato a collaborare con una rivista specializzata e, negli anni successivi, ha continuato a dedicarsi alla divulgazione, scrivendo il libro “La dieta termodinamica“, nato con l’intento di spiegare cosa accade nel nostro corpo quando ingrassiamo o dimagriamo, spiegando perché alcune strategie funzionino e altre siano destinate a fallire.
Il bilancio energetico
Uno dei concetti centrali affrontati durante l’incontro è stato quello del bilancio energetico. Sebbene la maggior parte delle persone non presti particolare attenzione a ciò che mangia quotidianamente, il peso corporeo tende a rimanere relativamente stabile durante tutto il corso della vita. Il motivo è che l’aumento e la perdita di peso dipendono da una legge molto semplice: il rapporto tra l’energia introdotta con gli alimenti e quella consumata dall’organismo. Il nostro corpo ha bisogno di vitamine e sali minerali per garantire il corretto funzionamento dei processi vitali, mentre grassi, carboidrati e proteine rappresentano le principali fonti di energia. Quando l’energia assunta supera quella necessaria, l’organismo immagazzina l’eccesso sotto forma di grasso, mentre, quando si introduce meno energia di quella consumata si crea un deficit calorico e il corpo utilizza le riserve accumulate. Secondo l’autore, questa tendenza ad accumulare energia deriva anche dalla nostra evoluzione. I nostri antenati non avevano la certezza di trovare cibo ogni giorno e il corpo si è quindi adattato a conservare il più possibile le riserve energetiche per affrontare eventuali periodi di scarsità.
I vari tipi di dieta
Nel corso della presentazione si è parlato anche delle diete più diffuse. Dario Bressanini ha sottolineato come non esista un regime alimentare valido per tutti, poiché ogni individuo presenta esigenze, abitudini e stili di vita differenti. Ciò che accomuna tutte le diete efficaci è però il rispetto del principio del deficit calorico: si dimagrisce solo quando si consumano più calorie di quante se ne assumano. Tra una delle diete più conosciute vi è la dieta chetogenica, nata negli anni Trenta come trattamento per l’epilessia infantile. Eliminando quasi completamente i carboidrati, il corpo utilizza rapidamente le riserve di glicogeno presenti nel fegato e nei muscoli. Poiché il glicogeno trattiene molta acqua, nei primi giorni si osserva un rapido calo del peso corporeo, dovuto principalmente alla perdita di liquidi. Successivamente, la perdita di peso procede più lentamente. Un’altra strategia molto diffusa è il digiuno intermittente, che concentra l’attenzione non tanto sugli alimenti da consumare quanto sugli intervalli di tempo in cui è consentito mangiare e su quelli dedicati al digiuno.
Farmaci illusori
L’idea di poter perdere peso senza modificare le proprie abitudini alimentari attira molte persone. Come spiegato nel capitolo “Pillole mortali“, in passato diversi farmaci dimagranti sono stati ritirati dal mercato dopo aver mostrato effetti collaterali molto gravi, tra cui depressione e tumori. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca ha sviluppato nuovi medicinali a base di semaglutide, inizialmente destinati al trattamento del diabete. Questi farmaci imitano alcuni ormoni prodotti dall’intestino, aumentando il senso di sazietà e riducendo l’appetito, con la conseguenza che chi li assume tende a mangiare meno. Pur consentendo una perdita di peso importante, non sono privi di effetti indesiderati, tra cui la riduzione della massa muscolare.
Fake news
Le fake news continuano a circolare nel settore dell’alimentazione, spesso diffuse anche da persone che si presentano come esperti. Ad esempio, il cioccolato fondente, spesso considerato più salutare, sebbene contenga meno zuccheri, a parità di peso è più calorico di quello al latte. Dario Bressanini ha inoltre evidenziato come anche il consiglio «mangia meno e fai più sport» non rappresenti una soluzione efficace. Infatti, alcuni piccoli movimenti involontari, come agitare le gambe mentre si è seduti, incidono sul dispendio energetico quotidiano di circa il 20% e sono meno frequenti nelle persone particolarmente allenate.
Insomma, non esiste un regime ipocalorico universale e l’invito di Dario Bressanini a rivolgersi e veri specialisti è la cosa migliore.
