Nella giornata di venerdì 29 giugno si è tenuto il secondo appuntamento di Calici di Scienza, a cura dell`Università di Camerino.
L`aperitivo si è tenuto presso la sala da tè “L`Uccellin bel verde” e protagonista di questo appuntamento è stato Claudio Pettinari, rettore dell`università di Camerino.
Tema dell`incontro è stata la figura femminile ed in particolare ci si è soffermati su tutte quelle donne che nel corso della storia si sono distinte nel campo della scienza.
L`appuntamento si è poi rivelato essere un percorso volto a trasmettere idee, pensieri e convinzioni.

Maria, la prima alchimista

La prima figura femminile su cui ci si è soffermati è Maria la Giudea, sorella del poeta Ronne.
La tradizione ebraica vuole che anziché Maria ella si chiamasse Miriam e che fosse la sorella di Mosè.
È la prima donna alchimista nota a noi, con lei è ufficialmente iniziata la scienza e nella figura di questa grande donna si sono ritrovati numerosi aspetti che hanno poi caratterizzato scienziate a lei posteriori.
Il merito di Maria è quello di essersi interessata prima di chiunque altro ai passaggi di stato, trasformando i liquidi in gas, i solidi in liquidi…

Ipazia ed il valore dello studio

Secondo personaggio di questo appuntamento è stata Ipazia, figlia di Teone.
La figura di Ipazia fu una figura rivoluzionaria al tempo, una donna libera. Diceva che lo studio liberasse la mente e credeva profondamente nell`importanza della divulgazione del sapere. Le sue lezioni erano molto seguite al tempo e dopo l`uccisione di Ipazia ad opera di Cirillo il corpo fu addirittura portato sul Cinerone, perché di esso non rimanesse traccia. La storia ha però voluto che le cose andassero diversamente e la figura di Ipazia è quindi sopravvissuta nei secoli.

Laura Bassi e le sue lezioni

Trasferiamoci ora nel 1700. Protagonista di questa nuova storia è Laura Bassi, uno delle prime donna del mondo ad essersi laureata. Fu la prima donna chiamata a fare lezione sebbene il numero delle sue lezioni fosse limitato “causa sexus”, non poteva cioè insegnare alla presenza di uomini. La sua grande passione per gli studi fu sempre sostenuta dai suoi genitori che la aiutarono ogni volta che poterono.

Montalcini, una vita dedicata all`altro

Indimenticabile poi la figura di Rita Levi Montalcini.
Già da piccola si era appassionata alla scienza ed i suoi primi esperimenti li fece nel garage sotto casa.
Nata a Torino dovette scappare dall`Italia e rifugiarsi in Belgio a causa delle leggi razziali, era infatti ebrea.
Diede un grande contributo al mondo della medicina, tanto che nel 1986 vinse un Nobel per la scoperta del NGF (Nerve Growth Factor). Rita Levi Montalcini decise di non sposarsi mai e morì all`età di 102 anni, dopo aver dedicato la sua vita all`altro tramite la ricerca.

Il coraggio di Margherita Hack

Ultimo personaggio è infine Margherita Hack.
Fu una grande studiosa di astronomia e fu anche la prima donna a dirigere l`osservatorio astronomico di Trieste, portandolo a rinomanza internazionale. Anche lei fu una donna forte, non aveva paura nemmeno della morte che affrontò invece con grande serenità.

Cos`è quindi che accomuna tutte queste donne? Bellezza, grinta e voglia di mettersi in gioco in tutto e per tutto.
Sono donne che hanno dimostrato una grande forza e dovremmo ispirarci a loro.
Il processo della parità dei sessi è ormai da agevolare in tutti i modi, non si può solo aspettare senza fare nulla.