La raccolta d’esordio di Ásta Fanney Sigurðardóttir, Eternità, pubblicata a Reykjavík nel 2019, si offre al lettore come un viaggio in cui la linearità dell’esperienza si incrina e perde i propri contorni: “niente è come sembra / tutto / è / ogni cosa”. In questo viaggio, a tratti attraversato da una dimensione onirica, “i giorni scivolano sulla collina / il sogno si fonde con i giorni” non è dato conoscere con precisione il mezzo, ma soltanto il suo movimento: un avanzare che si articola tra binari, vagoni, stazioni ferroviarie e itinerari. […] La lingua poetica di Ásta si presenta ridotta all’essenziale, quasi spogliata fino a privilegiare la nuda giustapposizione di sostantivi e verbi, rinunciando deliberatamente all’ornamento. Tuttavia, è proprio da questa pratica di sottrazione che nasce una singola re chiarezza espressiva e una singolare peculiarità semantica, attraversata da una forma di calore discreto. La vulnerabilità del corpo viene messa in discussione nel suo intreccio spirituale con il mondo esterno, fino a dissolvere i confini tra interiorità e cosmo. (Dalla Nota di Giulia Testoni)
Ven 26 Giugno 2026 – Orario: 22:30 - 23:30 – Luogo: Fano – Palazzo Castracane
PAESE OSPITE 2026: ISLANDA
ÁSTA FANNEY SIGURÐARDÓTTIR, “Eternità” (Puntoacapo)
Conversa con Giulia Testoni (Traduttrice)
La poetessa rappresenta l’Islanda all’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia
