Luca Bottura e Guido Catalano Passaggi Festival 2021

Mercoledì 23 giugno il palco del Pincio di Fano ha ospitato per la rassegna“Fuori Passaggi Music&Social”Luca Bottura, conduttore radiofonico e giornalista, eGuido Catalano, poeta e performer. I due ospiti hanno presentato i loro ultimi libriManifesto del Partito ImpopolareeFiabe per adulti consenzienti, coinvolgendo il pubblico con domande e battute e scatenando numerose risate.

Le fiabe di Guido Catalano

Fiabe per adulti consenzienti(Rizzoli) è una raccolta di cento brevi testi che “iniziano con c’era una volta e finiscono con la parola fine”. Si tratta quindi difiabe, come specifica l’autoreGuido Catalano. I temi trattati sono vari: amore, guerra, attualità, fantascienza e tanti altri.
Il libro, come molti di quelli presentati durante questa edizione diPassaggi Festival, è frutto di un lavoro svolto durante il lockdown.Catalanoha spiegato che aveva già scritto alcuni di questi racconti e che durante i mesi trascorsi a casa ha deciso di raccoglierli e integrarli con nuove storie per creare una raccolta.
Numerosefiabenon terminano con un lieto fine. InFiaba dell’elicotterista e dell’infermiera, quest’ultima si getta in un burrone nella speranza di essere salvata dall’elicotterista di cui è innamorata. Non solo l’amore della donna non sarà mai corrisposto, ma il burrone è così profondo che questa non venne più ritrovata.

Fiabe ad alta voce

Guido Catalano apprezza particolarmente la lettura orale e crede che questa sia molto utile a rendere al meglio la storia. Ha così letto al pubblico del Pincio alcune delle fiabe contenute nella sua raccolta. Tra queste almeno un paio trattano temi di attualità, sempre in maniera ironica e leggera, perché il fine di Fiabe per adulti consenzienti è insegnarci a ridere anche di ciò che di negativo ci accade.
Fiaba del principe che voleva essere principessa è dedicata al transgenderismo, mentre Fiaba del ghiro, della volpe e della pecora abbatte ogni stereotipo presentando una volpe non molto furba, un ghiro insonne, una pecora individualista e un turco che non fuma.
InFiaba del cretino che non sapeva di essere cretino,Catalano presenta il “paradosso del cretino”: il cretino non si ritiene tale e nega sempre di esserlo, anche se tutti, tranne i cretini come lui, gli riconoscono questo status.

Il Partito Impopolare, un rimedio al populismo

Luca Botturaa 182 anni dalla nascita di Karl Marx, ispirandosi alManifesto del Partito Comunista, propone nel suo ultimo libro la fondazione di uno nuovo partito che riunisca tutti gli impopolari e che combatta la piaga dell’attuale politica italiana: ilpopulismo. InManifesto del Partito Impopolare(Einaudi) troviamo due prefazioni, una delle quali rivolta al lettore grillino, un messaggio per coloro che si informano attraversoRete 4e schede di presentazione dei partiti populisti. Nel libro non mancano, inoltre, il motto, il programma e la lista dei dirigenti del nuovoPartito Impopolare. Tutto ciò raccontato con la geniale ironia di Luca Bottura.

La politica italiana raccontata da Luca Bottura

Luca Botturanon risparmia dalla sua sferzante satira quasi nessuno dei personaggi della politica italiana. L’unico partito che non viene criticato nel suo libro è il Pd, ma esclusivamente perché l’autore sostiene che questo in realtà non esista. Tra i bersagli preferiti del conduttore radiofonico ci sono Matteo Renzi e Matteo Salvini. I due politici, a detta dell’autore, sono in realtà la stessa persona. Entrambi hanno iniziato la propria carriera con i quiz televisivi, odiano i giornalisti che non li elogiano e riservano loro numerose querele.
Due figure vengono salvate, e quasi elogiate, da Bottura: Romano Prodi e Sergio Mattarella. InManifesto del Partito Impopolare, al Presidente della Repubblica è dedicata una poesia, o sarebbe meglio dire una preghiera, riprendendo questa la forma del Padre Nostro.

Gli eletti

Tornando invece al tema delpopulismo,Luca Botturaha spiegato al pubblico che la caratteristica di questo fenomeno è il verticismo. I partiti populisti non possiedono seconde linee, il leader è tutto. L’autore quasi rimpiange la Prima Repubblica, in cui a malapena ci si ricordava chi fosse il Presidente del Consiglio e ciò che contava veramente era la posizione politica.
Infine ha citato Alcide De Gasperi (e James Freeman Clarke): “un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione”. I politici di oggi, invece, guardano solo al prossimo like. Molti parlamentari si rivolgono agli elettori affermando di essere uguali a loro, senza comprendere che ciò che ci aspettiamo è qualcosa di diverso. Sonoeletti. Questo indica non solo il fatto che sono stati votati, ma anche che sono stati scelti per le loro competenze e le loro qualità, perché si dimostrino migliori e più bravi di noi nel guidare il Paese e rappresentare le nostre posizioni.

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