Nella giornata di sabato 24 giugno 2023 a Passaggi Festival 2023, Flavio Caroli, storico dell’arte moderna e contemporanea, ha presentato il suo libro “Voi siete qui, discorso sull’arte intorno a noi” (Rai Libri, 2022). In occasione della rassegna Arte una storia per tutti, l’autore ha conversato con Marta Paraventi, anche lei storica d’arte. Caroli risulta assai popolare poiché ha legato la sua immagine e i suoi interventi alla trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio.

 

 

Le mille forme dell’arte

 

Proprio con Fabio Fazio l’autore scrive a quattro mani il libro sopra citato, che si rivela essere un lungo colloquio tra i due mediante intervista. L’arte, in questo libro, si estrinseca in moltissime forme e i due interlocutori, per motivi di tempo, sono stati costretti a sceglierne soltanto alcune. Nonostante sia stato obbligato ad uno sforzo estremo di sintesi, Caroli è riuscito nell’ora a sua disposizione ad illustrarci in maniera esaustiva alcune opere presenti nel suo libro.

 

 

L’arte e la guerra

 

Siccome il libro è diviso in temi, se pensiamo al rapporto che c’è tra l’arte e la guerra vediamo sostanzialmente due modi di espressione artistica: o si tratta di arte apologetica oppure sono scene drammatiche causate dagli orrori che ogni guerra porta con sé. Nel primo caso l’esempio più eclatante è il dipinto di David che raffigura Napoleone a cavallo nell’atto di passare le Alpi ma si può pensare anche alla Colonna di Traiano che racchiude il suo successo militare più famoso. Se pensiamo invece alle conseguenze drammatiche della guerra, il dipinto di Francisco Goya “3 maggio 1808” ci mostra il volto indimenticabile del condannato nell’istante prima della sua fucilazione.

 

 

Due giganti rivoluzionari

 

Molto interessante è risultato il tema “l’arte e la rivoluzione”, laddove si intenda per rivoluzione l’irrompere di novità espressive rispetto al passato. A questo proposito l’autore ha portato come esempi alcuni artisti celebri, citando Giotto e Michelangelo. Nel primo caso la rivoluzione di Giotto sta nel far vivere i personaggi dentro una spazialità, donando loro plasticità e realismo. L’artista, come si può facilmente notare in alcuni affreschi della Cappella degli Scrovegni, rompe così l’immobilismo della tradizione bizantina. Michelangelo, nel suo Giudizio Universale, riesce a condensare l’intera storia dell’umanità dalla Creazione al Giudizio Finale in un vortice plastico inimitabile.

 

 

La geometria di Cézanne

 

Proseguendo nell’esposizione, Caroli si sofferma sul rapporto tra l’arte e la matematica, che sembra apparentemente stridente. In particolar modo si parla non tanto di numeri ma piuttosto di figure geometriche, poiché ad esempio Paul Cézanne ha provato a considerare la pittura figlia esclusivamente di tre figure: il cilindro, la sfera e il cono. Si era inoltre imposto di rappresentare la realtà in modo solido e verosimile, seppur considerandola di base geometrica. L’esempio fondamentale di ciò risulta essere la sua opera Le grandi bagnanti.

 

 

Maestria di Caravaggio

 

A conclusione d’incontro non poteva mancare l’appuntamento con Caravaggio. Tra tutte le sue celebri opere, Caroli sceglie di parlarci della tela raffigurante Davide e Golia. La lettura di quest’opera viene da lui disegnata in modo molto originale: infatti, come ben sappiamo, la testa mozzata di Golia altro non è che l’autoritratto di Caravaggio adulto. Caroli ci invita a pensare che nessuno mai tra noi potrebbe immaginarsi l’espressione che avremmo un’istante dopo la decapitazione: Caravaggio invece non solo la fissa mirabilmente ma riesce a dipingere anche il volto con gli occhi semiaperti. Per quanto riguarda la figura di Davide, egli potrebbe essere il ritratto di uno dei tanti ragazzi da lui frequentati oppure un suo autoritratto giovanile. Se pensiamo che al tempo non era stata inventata la fotografia, riuscire a riprodursi solo con la forza del ricordo ci dà la misura della grandezza e del genio caravaggesco. Inoltre Caroli afferma che Davide non è altro che l’allegoria di una vita che appare luminosa e ricca di gioia mentre Golia decapitato è il simbolo della sua vita travagliata e tormentata. Il libro risulta particolarmente originale e proprio l’aspetto colloquiale tra i due autori lo rende non un libro di storia dell’arte ma una conversazione estremamente godibile.

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