Giulio Xhaet Passaggi Festival

La mattina di sabato 27 giugno Passaggi Festival ha ospitato presso il Bon Bon Art Cafè l’autore Giulio Xhaët che ha presentato il suo libro “Il coraggio del gatto. La fenomenale importanza della curiosità a tutte le età” edito da Sonzogno per la rassegna “Buongiorno Passaggi. Libri a colazione”.

 

 

Quattro tipi di curiosità

Giulio Xhaët, durante l’incontro ha illustrato quattro diverse tipologie di curiosità, che noi tutti possediamo, una in particolare, che è quella dominante, individuabile tramite il “curiosity test” alla fine del libro. Il primo tipo è la curiosità esploratrice, che spinge chi la possiede a “tuffarsi nelle cose” e a cercare sempre novità. La curiosità esploratrice alimenta l’intelligenza incarnata, ossia l’apprendimento di qualsiasi cosa vissuta sulla propria pelle, fondamentale in quanto internet ci consente di scoprire e sperimentare le stesse cose senza però toccarle mai. Il secondo tipo è la curiosità indagatrice, quella dominante dell’autore, che incita al continuo studio per sapere sempre di più. il cosiddetto “superpotere” di quest’ultima è lo spirito critico, descritto da Giulio Xhaët come la “capacità di saper trovare dei motivi validi per non fidarsi delle apparenze”. La terza tipologia è la curiosità imprenditrice, che deriva dal verbo intraprendere ed appartiene in particolare a coloro che si interessano sempre a nuove sfide, la cui domanda preferita è “chissà quando inizierà di nuovo il mio futuro”. Il suo “superpotere” è la speranza generativa, che corrisponde al preparare sempre tutto al massimo in modo che ogni cosa a cui teniamo riesca. L’ultimo tipo è la curiosità guaritrice, quella che consente di mettersi in connessione con le altre persone, infatti cercando di salvare un’altra persona posso riuscire a salvare anche me stesso. Questa curiosità non ha tanto un “superpotere” quanto un semplice gesto che vale però più di mille parole: il gesto dell’abbraccio

 

 

Curiosity killed the cat

 

Giulio Xhaët ha spiegato che la parola curiosità deriva dal latino “cura” ma che, in realtà, la curiosità è un distillato della cura, il modo migliore di fare del bene a se stessi e agli altri. In seguito,  l’autore ha interpellato il pubblico chiedendo se qualcuno conoscesse un proverbio che ricollegasse la figura del gatto alla curiosità e, dopo diversi interventi, è stato pronunciato il proverbio britannico “curiosity killed the cat” (letteralemnete significa “la curiosità uccise il gatto”), detto che risale al periodo medioevale, in cui era consigliato seguire il pensiero comune e non avere un pensiero proprio. Giulio Xhaët ha poi rivelato che il proverbio in realtà non finisce così, ma dice “il coraggio l’ha riportato in vita”, proprio il concetto che noi leggiamo nel titolo del suo libro

 

 

Il fratello del déjà vu: il vuja dé

 

L’autore ha poi affrontato il tema della perdita dell’incanto: perché crescendo perdiamo sempre di più la curiosità che ci caratterizza da bambini? Perché mentre prima essere curiosi ci veniva spontaneo, ora dobbiamo impegnarci? Giulio Xhaët ha risposto utilizzando il cosiddetto fratello del déjà vu: il vuja dé, cioè la capacità di rivedere e percepire qualcosa o qualcuno come se fosse di nuovo la prima volta dopo aver vissuto diverse esperienze. L’autore, ad esempio, ha raccontato di come ha vissuto il ritorno a Biella, la sua città, dopo un periodo fuori.

 

 

Due tipi di stupore

 

Dopo aver spiegato i quattro tipi di curiosità, l’autore ha illustrato anche i due tipi di stupore. Il primo tipo è uno stupore più superficiale, quello immediato che ci fa dire wow. La seconda tipologia, invece, è quella dello stupore profondo, che è il principio della curiosità e si collega per questo alle tematiche trattate nel libro. Lo stupore profondo ci fa sentire piccoli, come degli astronauti che guardano la terra dallo spazio, ma ci fa allo stesso tempo sentire bene e ci permette di ascoltare meglio gli altri.

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