Majid Bita Passaggi festival

 

Nella giornata del 27 giugno, presso il Giardino Radicioni di Fano, si è tenuto l’incontro con Majid Bita, autore iraniano del libro “L’autobus Incantato” (Canicola) per la rassegna di graphic novel “Passaggi tra le Nuvole”. Lo scrittore ha dialogato con Virginia Tonfoni e Alessio Trabacchini, due critici di fumetti.

 

 

Iran: la libertà di espressione negata

 

Come è noto, a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso il regime teocratico della Repubblica Islamica è ininterrottamente al potere in Iran. Tutto ciò ha portato ad importanti cambiamenti in diversi ambiti. La libertà di espressione è soggetta a censura, con pesanti controlli su giornali e libri, soprattutto se considerati contrari al regime o alla religione. Sul piano sociale, vengono imposte regole rigide, come l’obbligo per le donne di indossare il velo e restrizioni sulla loro libertà. Nonostante le continue manifestazioni per far crollare gli Ayatollah, il regime persiste.

Come è nato “L’autobus incantato“

 

“L’autobus Incantato” è nato dalla volontà di Majid Bita di raccontare non solo il suo vissuto personale, ma anche quello di centinaia di sapienti, attraverso storie vere, conosciute da varie testimonianze. Nonostante l’intento iniziale fosse un altro, il libro è strutturato come fosse un thriller politico per il forte sentimento di tensione e paura che si avverte a causa del regime iraniano, diventando così un forte strumento di denuncia politica. L’autore descrive il clima degli anni ‘90 in Iran, quando il regime iniziò una sistematica persecuzione degli intellettuali, che venivano arrestati, assassinati o costretti all’esilio. Il cuore della storia è proprio il tentativo di assassinio da parte del conducente, incaricato dal regime, di ventuno intellettuali durante un viaggio verso l’Armenia. Bita ha spiegato come questi intellettuali siano stati fondamentali per la sua formazione culturale dal momento che molti dei libri proibiti che leggeva di nascosto da ragazzo erano stati scritti proprio dagli autori coinvolti in quel viaggio.

 

 

La censura come strumento di persecuzione sistematica

 

Il libro approfondisce il tema della censura, attuata dalla dittatura, che diventa uno strumento di persecuzione sistematica degli intellettuali, costantemente sorvegliati, intercettati e minacciati dai potenti. L’autore ha spiegato che, pur avendo deciso di mantenere fedeltà nella narrazione degli eventi, ha scelto di modificare i nomi dei personaggi per proteggere la loro identità, dal momento che il regime responsabile dei fatti è ancora al potere e potrebbe adottare misure di punizione.

 

Le immagini

 

Passando all’aspetto grafico, le immagini raffigurate e i disegni accolgono ogni variazione emotiva. Ad esempio, c’è tantissimo nero che crea un’atmosfera apprensiva tipica di una dittatura. I personaggi sono tutti semplici cittadini, l’autore ha deciso di non rappresentare immagini eroiche, ma di concentrarsi nel raccontare le storie della gente comune.

 

 

Il nuovo progetto

 

Nell’ultima parte dell’incontro Majid Bita ha presentato il suo nuovo progetto, strettamente collegato al libro “L’autobus Incantato”, perché racconta le stesse dinamiche in maniera più poetica e simbolica. Il progetto nasce da una performance di live painting, durante le quali Bita ha disegnato dal vivo accompagnato dalla musica. L’autore ha raccontato che il disegno dal vivo rappresenta per lui uno spazio di libertà e di cura personale, molto diverso dal lavoro lungo e solitario richiesto dal fumetto.

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