Nata nel 1647 a Francoforte sul Meno, nell’attuale Assia, in Germania, Maria Sibylla Merian coltiva fin da piccola la passione per l’arte e per le passeggiate spensierate nella natura. Il padre, Matthäus Merian, è un importante pittore e incisore, e la madre, Johanna Sibylla Heim, è una donna intraprendente dotata di una forte vena artistica. Le lunghe camminate immerse negli ambienti incontaminati vicini a casa terminano sempre con cestini colmi di steli, petali, foglie, frutti e radici. Il mondo rurale la affascina tanto da volerlo imprimere su carta nel modo più realistico possibile: ogni elemento, ogni particolare viene appuntato da Maria attraverso schizzi e disegni. Inizia così a osservare e allevare bachi da seta, bruchi di varie specie, piccoli insetti, studiando i loro cicli vitali e fissandoli in centinaia di dipinti. Lo studio dell’ambiente naturale prosegue passo passo con il perfezionamento della tecnica pittorica, arrivando a comporre tavole magistrali per accuratezza e precisione. Tanto che nel 1679, dopo alcune pubblicazioni, arriva la stampa del suo primo vero libro: La meravigliosa metamorfosi dei bruchi e il loro peculiare nutrirsi di fiori, un testo dove vengono illustrati gli stadi di sviluppo di 176 specie di farfalle e le varie piante di cui si nutrono. La sua attività scientifica prosegue con notevoli successi e dopo un matrimonio, la nascita di due figlie, un divorzio, ormai non più giovane, decide di intraprendere un viaggio nella colonia del Suriname per studiare la flora e la fauna tropicali. Siamo nel 1699, l’itinerario è insolito e audace. Rimane in quelle terre lontane quasi due anni, per poi rientrare ad Amsterdam e dare alle stampe il libro che le darà la fama eterna: La metamorfosi degli insetti del Suriname, considerato uno dei più bei volumi illustrati sulla natura di sempre. In un periodo in cui alle donne erano negate molte libertà, come viaggiare, fare ricerca e affermare la propria volontà, Maria è stata un modello di impegno e caparbietà. Le sue tavole sono state studiate da tantissimi scienziati, compreso il naturalista svedese Linnaeus. Inoltre, la volontà di osservare gli insetti vivi nel loro ambiente, e non morti in una teca, l’ha resa una pioniera dell’entomologia e dell’ecologia. Per questo e molto altro, è necessario ricordare Maria Sibylla Merian, artista, scienziata e avventuriera, per tutti un esempio di dedizione e amore verso la vita, in ogni sua forma.


 


30/06/2024 – Orario: 18:30 - 19:30 – Luogo: FanoMediateca Montanari Memo

ANNALISA STRADA, “La ragazza delle farfalle. Maria Sibylla Merian si racconta” (Editoriale Scienza) conversa con VALERIA PATREGNANI (Responsabile Sistema Bibliotecario di Fano)
In collaborazione con Aset


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