La storia della lingua italiana raccontata attraverso l’uso delle sue parole, in un saggio per ragazzi. Un viaggio sorprendente attraverso l’evoluzione del linguaggio, per comprendere come le parole costruiscono la realtà.
Siamo sempre consapevoli del significato delle parole che usiamo per parlare? Il significato di una parola può cambiare nel tempo? E una parola è «solo una parola» o ha un suo peso e può anche essere usata per ferire?
Vanessa Roghi, storica e ricercatrice, propone una profonda riflessione sul linguaggio e sull’utilizzo, a volte inconsapevole, che facciamo delle parole. Dalla fine dell’Impero Romano d’Occidente, passando per Dante e Manzoni, la lingua italiana si è evoluta e ha preso la forma che oggi conosciamo; o meglio, che crediamo di conoscere, perché a volte potremmo non essere pienamente consapevoli delle parole che pronunciamo, e degli effetti che generano. La lingua, infatti, può unire e creare legami. Ma può anche essere usata per escludere o, come storicamente si è verificato, per cercare di esercitare un controllo su intere popolazioni. Ci sono parole belle e parole brutte; ci sono addirittura parole d’odio, fatte apposta per ferire.
È quindi quanto mai necessario interrogarsi sulle parole che usiamo, e su come le usiamo, riflettendo sulla loro
provenienza, sul significato che hanno assunto nel tempo e sulle conseguenze che possono generare.

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