Si è tenuto oggi a Passaggi Festival l’atteso incontro con l’autore Luciano Benini, nell’ambito della rassegna “Società Politica Attualità“. L’autore ha presentato il suo libro “Quale energia per quale società?”, edito da La banca del Gratuito, dialogando con il presidente di Legambiente Marche Marco Ciarulli. Le tematiche affrontate sono state quelle relative alle fonti energetiche e alla sostenibilità, assieme al loro sviluppo nella storia del paese ed i motivi per cui orientarsi verso l’una anziché l’altra

 

 

Il bivio energetico: oltre l’era dei combustibili fossili

 

L’incontro si è aperto con una riflessione profonda sulle ragioni che hanno portato Benini alla scrittura di questo libro: l’urgenza di condividere una consapevolezza collettiva sulla necessità di abbandonare i combustibili fossili. Secondo l’autore il modello basato su carbone, petrolio e gas non è solo ecologicamente insostenibile, ma rappresenta la radice di crisi politiche, conflitti bellici e marcate disuguaglianze globali nella gestione e nella distribuzione delle risorse, causando gravi carenze in alcune nazioni ed ampliando ulteriormente sproporzioni economiche legate al commercio ed alla compravendita di di questi beni. Cambiare rotta per l’autore  non è più solamente un’opzione, ma un dovere sociale di cui tutti dobbiamo comprendere l’importanza

 

 

Il no al nucleare: un vicolo cieco per il futuro d’Italia

 

Un passaggio cruciale nella trattazione è stato dedicato all’energia nucleare. Luciano Benini ha profondamente condannato  il ricorso all’uso di uranio e derivati per ricavare energia, definendolo una “falsa soluzione”. Due i pilastri della sua critica: l’irrisolto dramma delle scorie radioattive, per le quali non esistono ancora sistemi di smaltimento definitivi e sicuri, e la costante minaccia ecologica rappresentata dai drammatici incidenti della storia recente. Pur dichiarandosi convinto che in Italia non si arriverà mai alla reale costruzione di nuove centrali, l’autore ha voluto lanciare un monito politico: il solo fatto di orientarsi in quella direzione rischia di far perdere al paese anni preziosi ed ingenti risorse economiche, come abbiamo già visto accadere in passato durante il programma energetico italiano degli anni settanta che prevedeva l’apertura di ben 44 centrali nucleari

 

 

La via delle rinnovabili per l’indipendenza energetica

 

La risposta alla crisi non risiede dunque nell’atomo, bensì in una transizione pulita e accelerata. Secondo Luciano Benini, la vera soluzione per il futuro è rappresentata dagli investimenti massicci sulle fonti rinnovabili. L’autore sostiene con fermezza che, se sviluppate con una pianificazione corretta ed incanalando le risorse che già vengono utilizzate per protrarre il sistema energetico attuale, queste tecnologie sono ampiamente in grado di coprire l’intero fabbisogno energetico della nazione. I calcoli sostenuti dai dati oggettivi presentati durante la rassegna ci dimostrano che non si tratta di un’utopia, ma di una strategia concreta per assicurare all’Italia una reale indipendenza dai mercati esteri. A questo proposito quindi Benini individua 5 principali fonti rinnovabili, ovvero l’energia solare, idroelettrica, geotermica, eolica e delle biomasse verdi, specificando che solamente il pieno utilizzo di quella solare potrebbe garantire elettricità a sufficienza per l’intera nazione in modo molto più stabile e sostenibile di qualunque combustibile o reattore

 

 

Economia e ambiente: la convenienza del cambiamento

 

La tesi di Luciano Benini unisce la tutela del pianeta alla sostenibilità delle casse dello Stato. Abbracciare la rivoluzione sostenibile non significa solo azzerare le emissioni di gas e il rischio, ma anche avviare un circolo di risparmio economico su larga scala per le finanze pubbliche e per i cittadini. Sono infatti gli stessi dati menzionati in precedenza a garantire che il costo complessivo per l’installazione di sistemi che producono energia pulita ammonti a meno di un terzo di quello impiegato nel sistema attuale. La transizione verso le energie rinnovabili viene così descritta non come un costo insostenibile, ma come il più grande investimento economico del nostro tempo: l’unico capace di azzerare le bollette geopolitiche e garantire una società più equa e sicura per le prossime generazioni.

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