Nella giornata di giovedì 25 giugno l’illustratrice ed insegnante dell’Accademia di Belle Arti di Bologna Maja Celija è stata ospite a Passaggi Festival per la rassegna “Chiedersi perché. Libri filosofici per bambini/e e ragazzi/e” presso la Mediateca Montanari e ha presentato il suo libro “L’uomo, il pesce e il mare” edito da Orecchio Acerbo. L’illustratrice ha conversato con Ippolita Bonci Del Bene, esperta in pratiche filosofiche con i bambini
“L’uomo, Il pesce e il mare”
Il libro “L’uomo, il pesce e il mare, scritto da Daniel Fehr ed illustrato da Maja Celija narra attraverso scritte ed immagini tre storie che si intrecciano: quella di un uomo affamato che va a pesca, quella di un verme che funge da esca e quella di un pesce destinato ad essere pescato. A causa del tira e molla tra l’uomo e il pesce il mondo viene messo sottosopra: l’uomo è in mare, il pesce sulla riva, il mare sulla terra…
Il confronto tra l’autore e l’illustratore
Maja Celija ha iniziato l’incontro dicendo ai bambini una semplice frase e chiedendo loro se pensando ad essa riuscissero ad immaginarsi una scena: ogni bambino si era figurato un’immagine diversa e l’illustratrice ha spiegato che questo è ciò che spesso accade quando un autore scrive un libro ma ad illustrarlo è poi un’altra persona. L’illustratrice ha poi raccontato ai presenti che l’autore del libro Daniel Fehr aveva idee molto chiare riguardo come dovesse essere rappresentata la vicenda narrata e le aveva per questo lasciato qualche appunto. Maja Celija però ha dichiarato apertamente di non apprezzare questo metodo di lavoro e, seppur avendo seguito gli appunti, ha ammesso di aver aggiunto lei stessa alcuni elementi una volta finita la bozza. L’illustratrice ha fatto riferimento in particolare alla sua scelta di inserire una “storia parallela” a quella scritta dall’autore e di garantire un lieto fine a tutti i personaggi senza lasciare al libro un finale aperto.
Maja Celija ha quindi spiegato ai bambini all’interno di questo coinvolgente incontro, terminato poi con un laboratorio, come l’illustratore debba “aprire una nuova finestra” ai lettori senza compiere una vera e propria replica del testo
