Passaggi_Festival_Intervista_Marino_Bartoletti Il giornalista sportivo e conduttore televisivo Marino Bartoletti è stato uno degli ospiti della serata di inaugurazione del Festival Passaggi. Questa sera ha presentato il suo ultimo libro “Bar Toletti. Così ho digerito Facebook” ed ha divertito ed incuriosito il pubblico arricchendo il dialogo con gli altri ospiti con letture di suoi post tratti dal libro. Alcuni di essi hanno offerto l’occasione a Marino Bartoletti, Michele Torpedine, Gianluca Ginoble e Marco Viroli di ricordare grandi personaggi del mondo della musica come Lucio Dalla e Luciano Pavarotti.

 

I social network secondo Bartoletti

Qual è la sua opinione sui social network?
Sono utili ma con moderazione. Io sono orgoglioso del fatto che la mia comunità mi segue sul piano della civiltà. Purtroppo ci sono delle persone che non hanno capito perfettamente l’importanza, l’educazione e la crescita che dovrebbe esserci dietro a questo mezzo contemporaneo imprescindibile. Chi mi segue l’ha capito e questo mi fa molto piacere.
Il suo libro “Bar Toletti. Così ho digerito Facebook”, dove sono raccolti tutti i suoi post di quasi un anno, si può definire una sorta di “diario di bordo” nel secolo di internet e della tecnologia?
Si. “Diario di bordo” è una bella definizione. In effetti è un diario quotidiano, o quasi, che scrivo prendendo spunto da un po’ di cose che vivo, amici che ricordo. Qualcuno mi definisce un “bracconiere di storie” ed è una definizione che mi piace molto.

Bartoletti, il Festival e lo sport

Come ci si sente ad essere uno dei primi ospiti che avvieranno questa sesta edizione del Festival?
E’ stata una cosa molto gratificante e anche molto emozionante. Il posto è bellissimo, ho visto gente molto attenta, incuriosita sia dal mio libro sia da quello di Michele Torpedine. Hanno capito lo spirito con cui li abbiamo scritti.
Qual è, tra tutti quelli di cui si è occupato, lo sport che l’ha appassionato maggiormente e perché?
Nel primo libro uno dei capitoli più commoventi è quello dedicato a Marco Pantani, un grande amico. Questo passo si può dire che tradisca la mia simpatia per il ciclismo.