Nella suggestiva cornice delChiostro di San Paternianosi è tenuto l’incontro inaugurale della nuova rassegna diPassaggi Festival, intitolata“Fede e ricerca”. Protagonista dell’evento è stata la storicaLucetta Scaraffia, che, in un dialogo con la giornalista Laura Mandolini, ha presentato la sua ultima opera:Dio non è così. Otto mistiche laiche del Novecentoedito daBompiani.
Un approccio personale a Dio
“Dio non è così, ne sono sicura, e quindi lo cerco per conto mio”.
Da questa riflessione di Catherine Pozzi,Lucetta Scaraffiaprende spunto per il titolo del suo libro. Un titolo che conduce subito nel vivo del suo contenuto: la storia di otto donne del Novecento che hanno cercato di coltivare la spiritualità in maniera libera e indipendente, al di fuori di una cornice strettamente religiosa. Per secoli la spiritualità cristiana si è basata su una sapienza teologica, accessibile solo ai dotti. Tuttavia, accanto a questa tradizione, si è da sempre sviluppata una religiosità più diretta che vede Dio come un’esperienza che tutti possiamo vivere in modo personale. Tale approccio ha trovato terreno fertile soprattutto tra le donne, per tanti anni escluse dall’ambito teologico e quindi spinte a cercare Dio attraverso la mistica, più che attraverso lo studio.
Il misticismo come possibilità di ogni essere umano
L’idea di misticismo è nell’immaginario comune associata a una vita in monastero, fondata sull’abnegazione. Invece attraverso quest’opera diScaraffia, il concetto viene “democraticizzato”, perché come diceva il gesuita francese Michel de Certeau:“Ogni uomo è un mistico inespresso”. Le donne protagoniste hanno testimoniato Dio a modo proprio con serietà di intenti, desiderio di sperimentare, ma anche tanto coraggio. Quasi tutte ebbero una professione, una famiglia e delle passioni amorose e quindi una vita differente dall’ascetismo delle grandi mistiche tradizionali.
Donne del Novecento in cerca di Dio
Le otto figure raccontate daScaraffiasono donne del Novecento, un secolo segnato da grandi trasformazioni e conquiste. Le loro vite inquiete e difficili sono accomunate da una profonda insofferenza verso i rigidi modelli educativi ricevuti e dalla consapevolezza che l’amore assoluto per un uomo – poi rivelatosi illusorio – ha spesso rappresentato la scintilla che ha acceso in loro la ricerca di spiritualità. Gli stessi uomini costituiscono quindi una tappa fondamentale nelle loro vite e in certi casi anche dei collaboratori nella ricerca di Dio.
Storie di fratellanza…
Scaraffiaracconta come la scoperta di queste mistiche sia avvenuta quasi per caso, nel corso delle sue ricerche su donne e religione. Imbattutasi nelle loro vite durante il suo lavoro di storica, ha poi avuto la necessità di approfondirne la biografia. Ad esempio leggendo la poesia intensa di Catherine Pozzi, caratterizzata da una grandissima intensità religiosa, ha sentito il desiderio di conoscere gli aspetti biografici di quella persona, per capire come fosse arrivata a quella tensione spirituale. Tra le donne protagoniste del libro vi èÉlisabeth Behr-Sigel(1907-2005), nata da madre ebrea e padre protestante, che si convertì all’ortodossia dopo un’esperienza mistica durante una liturgia pasquale a Parigi. Divenne una delle voci più importanti del dialogo ecumenico, organizzando incontri memorabili come quello tra Papa Paolo VI e il Patriarca di Costantinopoli. AncheChiara Lubich(1920-2008) operò all’insegna dell’unità e della fraternità. Pur consapevole dei rischi di rigidità insiti nei movimenti religiosi, fondò il Movimento dei Focolari, che coltivò una spiritualità libera, aggregando oltre due milioni di iscritti.
…di passione…
La storia che apre il libro è quella diCatherine Pozzi(1882-1934), che ebbe una vita intrisa di passione, per il suo amante Paul Valéry e di eleganza, immancabile nel suo modo di vestirsi. Per lei i bei vestiti erano espressione di perfezione e bellezza dell’anima. La ricerca di Dio non va quindi in contraddizione con il piacere del vivere. Ciò valse anche per Adrienne von Speyr(1902-1967) , seconda donna medico della Svizzera, ma anche padrona di casa brillante ed accogliente. Nella sua villa di Basilea era solita intrattenere gli ospiti con allegria e senso dell’umorismo, come dimostra una lettera di ringraziamento di Luigi Einaudi.
Le sue visioni mistiche ispirarono l’intera opera teologica di Hans Urs von Balthasar, che ammise in prima persona quanto lei sia stata fondamentale per il suo lavoro. Eppure il suo nome resta in ombra rispetto a quello del teologo, forse perché l’idea di una donna che possa essere stata maestra di un uomo risulta poco tollerabile.
…e di avventura
Un’altra protagonista del libro di Scaraffia èSimone Weil(1909-1943), che è la donna più vicina all’ascetismo delle mistiche tradizionali. La sua vita fu intrisa da una spiritualità profonda, ma distaccata dalla fede: fu sempre sulla soglia di una conversione che mai avvenne. Per questo aspetto è forse colei che più incarna la contemporaneità. Si avvicinò all’idea che tutte le religioni portassero a Dio, in un sorta di sincretismo. Controverso però rimase il suo rapporto con l’ebraismo, che criticò aspramente nonostante le sue origini ebraiche. Diversa invece la vita diCharlotte von Kirschbaum(1899-1975), assistente e amante di Karl Barth. Lei lo aiutò nella stesura del suo libroDogmatica della Chiesaed in cambio lui, non avendo soldi per mantenere due case, la portò a vivere con sua moglie e i tre figli. Una scelta che fu fonte di sofferenza per le due donne, eppure anche dopo la morte i tre vennero sepolti insieme nel cimitero di Basilea. La vita della scrittriceBanine(1905-1992) fu veramente un’avventura. Nata in Azerbaigian, si rifugò a Parigi a causa della rivoluzione bolscevica. Nella capitale francese incontrò persone e ambienti che aprirono la sua spiritualità e tracciarono la sua via verso Dio. Il suo approccio ironico la portò a pubblicare un libro chiamatoHo scelto l’oppio, rovesciando la celebre espressione marxista: la religione, per lei, era una scelta consapevole e libera.
Una conoscenza mistica
Il libro racconta anche la storiaRomana Guarnieri(1913-2004), l’unica mistica cheScaraffiaha conosciuto di persona. Una donna generosa, eccezionale, capace di empatia profonda. L’evento che le fece incontrare fu un convegno di medievalisti in cui si discuteva della figura di Angela da Foligno. Guarnieri mostrò una visione completamente diversa dai suoi colleghi, che colpìScaraffia. Da quella conoscenza, nacque un’amicizia, ma anche una preziosa collaborazione di ricerca. Curioso l’aneddoto in cui durante il soggiorno in un alloggio di Cascia, dove si trovavano sulle tracce di Santa Rita, Romana Guarnieri stette tutta la notte sveglia a parlare con il titolare del bed and breakfast poiché solo e bisognoso di raccontare la sua vita. Ciò a dimostrazione della sua generosità e straripante bontà. Fu lei a identificare in un manoscritto vaticano l’opera di Margherita Porete, la beghina arsa viva come eretica nel 1310. Un libro importante, in cui sono contenute molte riflessioni che sono confluite nella filosofia tedesca.
Le otto donne raccontante daLucetta Scaraffiafurono donne coraggiose, spinte da un potente desiderio di ricerca. Oggi, secondo l’autrice, il misticismo risulta forse più difficile da coltivare poiché domina una superficialità che ostacola la ricerca profonda e le scelte coraggiose. Non è detto, però, che nuove figure non esistano già. Forse, semplicemente, non le abbiamo ancora riconosciute
