A Passaggi Festival, nella giornata di sabato 29 giugno 2025, il giornalista, saggista e conduttore Mario Giordano ha presentato il suo ultimo libro Dynasty. Dagli Agnelli ai Del Vecchio, dai Benetton ai De Benedetti: il crollo delle dinastie dei potenti, edito da Rizzoli, durante la rassegna Libri in Piazza. L’autore ha conversato con Giulia Sorrentino, giornalista de Il Tempo. La piazza è risultata gremita e particolarmente attenta e partecipe al dibattito.
Da dinastia a dynasty
Con questo libro, Giordano ci mostra ascesa e degenerazione di famiglie che gli Italiani per anni hanno giudicato il fiore all’occhiello del Paese, fuorviati anche da una complice propaganda di informazione. Cosa accomuna tutte queste dinastie che sono passate dal navigare nell’oro a litigare fra loro per l’ultimo spicciolo? Al momento del passaggio generazionale, tutti gli eredi hanno dato inizio alla Dynasty, ovvero una enorme soap-opera che ha fatto scattare processi, denunce vere o false e che ha ridicolizzato l’intera dinastia: anche se, come Giordano afferma, i fondatori stessi non sono esenti da critiche e hanno notevoli responsabilità sul successivo declino.
Sarebbe riprovevole, per Giordano, chiudere gli occhi sui fatti e nasconderci le verità solo perché scomode, poiché noi stessi tendiamo a disprezzare chi è indifferente. Per questo nasce il libro: per sfatare i miti di famiglie “condottiere del capitalismo italiano”, che si sono dimostrate essere ricche di soldi ma povere di ogni altro valore.
Il paradosso dei Benetton
Prendiamo ad esempio la storia della famiglia Benetton che, come l’autore riporta, da sempre ha fondato il suo impero sulla comunicazione pubblicitaria –si vedano le celebri campagne fotografiche di Oliviero Toscani-, ma che è rimasta senza parole davanti a quarantatre cadaveri dopo il crollo del Ponte Morandi. Questo è accaduto, stando al fascicolo della Procura, perché dopo la privatizzazione di Autostrade la spesa media per la manutenzione è diventata un cinquantesimo della quota precedente, quando tutto era di proprietà statale. I Benetton, che nascono come imprenditori di moda, si snaturano strada facendo, scegliendo di privilegiare altri settori di investimento, disinteressandosi dei loro negozi e preferendo orizzonti più remunerativi. La vicenda dell’acquisto di Autostrade è solo una delle tante operazioni finanziarie sotto la lente della Procura.
Si chiamano Agnelli, ma sono lupi…
La famiglia Agnelli, come tutti sanno, è per antonomasia sinonimo di capitalismo italiano, perfettamente personificata dalla figura di Gianni Agnelli che per anni è stato mitizzato in ogni modo possibile; a partire dal suo presunto fiuto finanziario, passando anche per una icona di stile e di moda, finendo con l’assumere il titolo di “famiglia italiana ideale”. Le vicende successive alla morte dell’Avvocato raccontano invece guerre intestine tuttora in corso, con aspetti grotteschi che includono dossier falsi, quadri “perduti” e ritrovati, denunce reciproche di evasione, maltrattamenti e altro. Durante questo periodo, l’azienda automobilistica di famiglia è stata oggetto di continue delocalizzazioni di produzione, tagliando migliaia di posti di lavoro e perdendo la sua identità italiana. Secondo Giordano, è del tutto evidente che gli Agnelli abbiano “privatizzato gli utili e socializzato le perdite”, al fine di accedere a elargizioni di varia entità dallo Stato Italiano.
Le vicende De Benedetti e Del Vecchio
L’autore si sofferma sulla figura di Carlo De Benedetti, indicandolo come un autentico distruttore di qualunque progetto abbia voluto iniziare. Per dirlo con le parole del libro, De Benedetti ha creato “nient’altro se non una cassa piena di soldi, mentre di industria quasi nulla”. Tutto questo coronato da una pretesa di insegnamento agli Italiani su come devono esser pagate le tasse, detta da un uomo che ha la residenza a Montecarlo. L’ultimo personaggio citato da Giordano è Leonardo Del Vecchio, patron della Luxottica, un vero gigante del settore. Partito poverissimo e orfano, nel corso della sua vita ha accumulato fortune enormi unite ad una vita privata quantomeno travagliata: ben quattro mogli e vari figli che dal momento della sua morte si contendono l’eredità di famiglia a carte bollate.
La vera ricchezza
Nelle quattro vicende che abbiamo appena abbozzato, possiamo trovare “madri contro figli, figli contro madri, ripicche, segreti, tesori contesi” o nascosti e un numero spropositato di meschinità. Il libro è uno spietato racconto di come il capitalismo familiare dell’Italia del Boom Economico si stia sgretolando, ma al tempo stesso Giordano ci tiene a precisare che in Italia esistono tantissimi altri imprenditori che privilegiano un reinvestimento di parte dei loro guadagni e una garanzia di benessere per i loro lavoratori, poiché la vera ricchezza non è un valore di Borsa, ma è generare altra ricchezza.
Alla fine dell’incontro, Giordano ha voluto ricordare che il suo libro è dedicato a Carlotta, una giovane giornalista della sua trasmissione prematuramente scomparsa, che rappresenta l’emblema di un’Italia migliore dei personaggi narrati, in quanto portatrice di valori morali di gran lunga più nobili.
