Il crisis management non è una scienza perfetta, non è ingegneria, fisica o medicina, è piuttosto la sintesi di competenze varie, la capacità molto “artistica” di gestire momenti, emozioni, competenze specifiche, contrattempi, strategie, variabili impreviste e imprevedibili. Miozzo – impegnato per oltre quarant’anni nella gestione delle emergenze – non scrive il manuale del buon soccorritore. L’autore illustra la complessità del mondo dell’aiuto umanitario e della protezione dei civili, racconta quali sono gli errori più frequenti e come evitare atti e azioni che possono compromettere una buona risposta alla situazione che si sta affrontando. Il libro riporta esempi di emergenze ben note, vissute in Italia e nel mondo. Dallo studio dei grandi disastri emerge come gli effetti si replicano in scala ridotta, sempre e con costante precisione, anche in un evento di dimensione locale. Le
competenze, spiega Miozzo, da sole, non sempre sono sufficienti e possono persino essere dannose. Solo la capacità di adattare le poliedriche competenze del “protettore dei civili” alle sempre diverse situazioni (così come ai pesanti condizionamenti di varia natura e allo stress delle emergenze) fa di un soccorritore un buon soccorritore.


 

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