Modena City Ramblers Passaggi Festival

Giovedì 26 giugno, Franco D’Aniello e Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers hanno ricevuto il Premio Fuori Passaggi. In questa occasione hanno presentato il loro libro Nati per la libertà. Racconti resistenti, conversando con Davide Morresi di Read and Play. Nati per la libertà. Racconti resistenti è una raccolta corale di storie scritte in maniera individuale, tutte legate dal filo rosso della Resistenza e della Liberazione.

 

Un libro scritto a dieci mani

Scrivere un libro è stato per i Modena City Ramblers un’esperienza completamente nuova, per niente in linea con la loro identità di musicisti: con la band hanno sempre presentato il collettivo e mai il singolo. Per questo motivo, per evitare di influenzarsi a vicenda dal punto di vista del contenuto e, soprattutto, del tipo di scrittura, hanno deciso di comporre le storie in indipendenza. È stata una decisione, afferma Franco D’Aniello, dovuta al fatto che molte storie all’interno della raccolta nascono e si legano ad esperienze personali: il racconto di Luisa, staffetta partigiana della pianura bolognese costretta a vivere clandestinamente nascondendosi in una casa dopo che viene fatto il suo nome tra quello dei partigiani, è ispirato alla cugina della madre di D’Aniello.

 

Racconti realistici con personaggi fantastici

Caratteristica dei testi di Nati per la libertà. Racconti resistenti è che dietro alle storie inventate c’è sempre un avvenimento reale, per cui i Modena City Ramblers prestano sempre un’attenzione mirata a non attribuire ai personaggi pensieri o comportamenti di cui si potrebbero pentire.
Talvolta è proprio l’avvenimento reale a essere narrato: il primo capitolo del libro racconta della nascita di Fischia il Vento, celebre canzone partigiana. Oppure, da una situazione verosimile ne viene estratta una fantastica: c’è un racconto dedicato ai fantasmi di due ragazzi, un giovane partigiano morto in Italia e un eroe medaglia d’oro al valor militare delle quattro giornate di Napoli, che ogni anno scendono sulla Terra per celebrare la Liberazione.

 

Il passaggio da musica a scrittura

La differenza sostanziale tra la musica e la scrittura è la forma: in una canzone è fondamentale prestare attenzione al tempo e alla metrica, fattori che nella scrittura scompaiono completamente. Per questo motivo è più difficile comporre una bella canzone che scrivere un buon libro, afferma Franco D’Aniello.
Nelle storie di Nati per la libertà. Racconti resistenti, il tema musicale ritorna: viene, per esempio, narrato il ritrovamento a settant’anni dalla guerra del violino di Luigi Freddi, un partigiano. Questo perché, anche se la musica in sé non è sufficiente per vincere una battaglia, può fungere da “colonna sonora, che tocca le coscienze e spinge la gente”, dice Massimo Ghiacci.

 

Il timore della retorica

All’interno del libro sono presenti spazi di ironia, componente significativa del movimento Punk, di cui sono figli i Modena City Ramblers. Tale sarcasmo è stato spiegato da D’Aniello come un tentativo di rendere meno pesante la lettura, e di schivare la retorica, nella quale con questi temi si rischia di scivolare.
Per il gruppo musicale, infatti, essere definiti retorici rappresenta una grande offesa. Proprio per evitare ciò, le narrazioni sono in dialetto e sono storie dal basso.

 

Il legame tra paura e speranza

La paura è sicuramente uno dei temi principali e maggiormente ricorrenti in Nati per la libertà. Racconti resistenti, ma è sempre accompagnata dalla speranza: la speranza di tornare alla vita normale della gente, dei partigiani italiani e di quelli stranieri, il cui contributo viene omaggiato nelle pagine del libro attraverso racconti che li vedono come protagonisti. È il caso di Kurt, un soldato tedesco che sceglie di disertare e unirsi alla Resistenza; del fantasma di Savoniero, che si rifugia nell’Appennino dopo essere scappato da un campo di prigionia in Russia. Questo perché chi è in guerra parla la stessa lingua: quella di chi lotta per la libertà.

 

Scrivere un libro per tramandare la memoria

L’idea di Nati per la libertà. Racconti resistenti è sorta inizialmente come ipotesi di raccontare le canzoni dell’album Appunti partigiani, in occasione del suo ventennale. Resasi però conto di come le canzoni parlassero già da sole, la casa editrice La Nave di Teseo pensò fosse opportuno dare vita a nuovi racconti, approfittando dell’ambiente storico in cui vivono i Modena City Ramblers: la Pianura Padana.
L’obiettivo degli autori del libro non è solo quello di ricordare la storia e di trasmetterla in maniera originale ai posteri, ma è anche quello di riportare emozione in un mondo laddove la storia si racconta in modo asettico, come un insieme di date ed eventi quando in realtà è molto di più di ciò.

“I nostri racconti vogliono arrivare al cuore dei lettori più che alla testa”

afferma D’Aniello.

 

Il Premio Fuori Passaggi

Al termine dell’incontro, l’assessore alla cultura Lucia Tarsi è salita sul palco per consegnare alla band il Premio Fuori Passaggi:

[…] Per aver trasformato la memoria storica in canto, tessendo nelle loro parole e melodie le trame di una libertà mai data per scontata, custodendo e rinnovando la potente eredità della Resistenza partigiana; per aver portato la narrazione dal palco alla pagina, arricchendo il loro instancabile impegno artistico con la profondità della riflessione letteraria; per tutte queste ragioni la direzione di Passaggi Festival e il comitato scientifico conferiscono ai Modena City Ramblers il premio fuori passaggi 2025 […].

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