chiesa di san francesco

Arben Dedja, Elvis Malaj, Durim Taci, gli autori ospiti

L’ambasciatrice albanese in Italia, Anila Bitri Lani, sarà al festival sabato 29 agosto. Nella rassegna Europa / Mediterraneo anche la scrittrice italo polacca Dagmara Bastianelli

Lo scorso febbraio, pochi giorni prima del lockdown, Giovanni Belfiori e Ludovica Zuccarini, direttore e vicedirettore di Passaggi Festival, l’evento librario italiano dedicato alla saggistica e non solo in programma a Fano dal 26 al 30 agosto, parteciparono a Tirana, su invito della direttrice del Centro Editoriale della Diaspora (CED) Mimoza Hysa, al primo convegno degli scrittori albanesi migranti. Le basi era stato gettate nel 2019, con la presenza a Fano dello scrittore albanese Bashkim Shehu e con le successivi relazioni fra il festival e l’ambasciata della repubblica d’Albania in Italia.

L’incontro con questi scrittori, molti dei quali residenti in Italia, è alla base del programma 2020 della rassegna del festival dedicata alla narrativa straniera, Europa / Mediterraneo, che quest’anno parla molto albanese. Tre gli incontri previsti con quattro scrittori stranieri di nascita e italiani di adozione, di cui tre dall’Albania, Elvis Malaj, Arben Dedja, Durim Taci, e una dalla Polonia, Dagmara Bastianelli.

La presenza degli autori albanesi nei Festival letterari stranieri è uno dei progetti che il governo del paese delle aquile sta portando avanti attraverso il ministero della Diaspora e in particolare attraverso il CED costituito appena un anno fa. La collaborazione con Passaggi Festival e la conseguente partecipazione degli autori alla manifestazione è il primo passo in questa direzione. Un appuntamento importante, per il festival e per le istituzioni albanesi, che vedrà la presenza a Fano dell’ambasciatrice albanese in Italia, Anila Bitri Lani, accompagnata dall’addetta culturale Ledia Mirakaj, ospiti del festival sabato 29 agosto.

Tre quindi gli incontri della sezione Europa Mediterraneo, tutti alle 22.30 alla San Francesco. Si comincia giovedì 27 agosto con Dagmara Bastianelli (“Il balcone in pietra” Edizioni Dialoghi) intervistata da Lorenzo Pavolini di Rai Radio 3. Nata a Cracovia nel 1982 risiede in Italia dall’età di cinque anni. Nel suo primo romanzo racconta la storia di una ragazza sospesa tra Polonia e Italia e ciò che questo comporta: portare il peso e la meraviglia di una doppia identità, essere testimone e custode di tradizioni antiche e nuove scoperte, vivere la profondità dei legami attraverso verità e distanze. Venerdì 28 un altro giovane romanziere, Elvis Malaj (“Il mare è rotondo” Rizzoli) che converserà con Pavolini e con Alice Astrella. Già selezionato al Premio Strega 2018 con una raccolta di racconti, il trentenne albanese di Malësi e Madhe ha trascorso metà della sua vita nel paese natio e metà in Italia. Ha scritto una storia spiazzante e ironica con un finale inatteso e scoppiettante che ha per protagonista un giovane albanese con il sogno di venire in Italia. Nell’ultimo appuntamento, domenica 30 agosto, Jessica Chia, giornalista de La Lettura – Corriere della Sera, incontra due autori coetanei (entrambi classe 1964), Arben Dedja (“Trattato di medicina in 19 racconti e ½” Vague edizioni) e Durim Taci (“Extra Time (la tua seconda persona)” Mimesis Edizioni). Dedja è un medico originario di Tirana, oggi ricercatore del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari dell’Università di Padova, con una vita parallela di scrittore e traduttore cominciata nel suo paese (ha tradotto Saba, Holub, Plath, Dickinson, Bertolucci, Cavalcanti, Blake). A dispetto del titolo il suo è un piccolo libro che svela i retroscena degli aspiranti medici alle prese con la lotta per restare umani in una realtà ostile e piccoli episodi da tragicommedia in corsia e nelle sale operatorie. Traduttore e scrittore, Durim Taci con “Extra time” sperimenta un testo ‘mitobiografico’, un romanzo ispirato alle pratiche filosofiche della scuola milanese Mitobiografica. Il tempo extra è quello che non si misura con l’orologio, è quello scandito dalle emozioni, dagli affetti e dalle relazioni che rendono vitale ogni esistenza.

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