Riccardo Pedicone Passaggi Festival

Durante la quarta serata della rassegna “Fuori Passaggi” di Passaggi Festival 2025, al Pincio di Fano, Riccardo Pedicone presenta E sembra quasi vero. Storie, invenzioni e fantasticherie sui libri che ho comprato con i miei ultimi risparmi (Rizzoli).
Il consulente editoriale Antonino Di Gregorio conversa con il giovanissimo autore, che, a soli 22 anni, ha già scritto tre libri, aperto un’associazione culturale, di cui è presidente, ed un podcast, oltre ad essere un influencer di libri sui social.

 

Libri da strappare e libri da far navigare

Riccardo Pedicone alla sua giovane età ha già capito che non esiste una verità unica, ma bisogna continuamente assumere una postura di accoglienza verso le cose del mondo. Al contrario, la chiusura ci impedisce di comprendere le idee altrui e da dove queste derivano.

Coerentemente con la sua idea di cultura personale, che non è solo studio e nozionismo, ma mettersi in discussione quante più volte possibili, il suo rapporto con i libri è da sempre ambivalente. Oggetti da rispettare, come gli hanno insegnato a scuola, ma anche da strappare, come faceva suo zio, quando ha scoperto che i libri non sono un oggetto passivo, ma si possono vivere in più modi: ed ecco che dalle pagine si creano barchette di carta da far navigare lungo il fiume e le parole rimangono impresse in modo indelebile nelle nostre menti.

“La mia prima missione è stata leggere in modo sbagliato, apposta, per far ridere mia madre. Capivo tutto benissimo, ma non avevo voglia.”

 

La seconda nascita di Riccardo Pedicone

L’autore “a un certo punto nato a Pordenone”, nei suoi libri, propone una narrazione della nascita alternativa a quella classica, biologica. È possibile nascere più volte, come è accaduto a lui, quando, dopo essere stato bocciato in seconda superiore ed aver iniziato a lavorare come organizzatore di concerti, a un certo punto si è trasferito a Milano, all’età di diciassette anni.
È qui che nasce l’associazione culturale Noce, dal desiderio di creare spazi di incontro e dialogo per i giovani, in una città che ormai spinge ad isolarsi sempre di più. Il passaparola milanese ha fatto si che quel bar, che ogni giovedì alle 18 ospitava Riccardo e i suoi nuovi compagni di riflessione, in breve non riuscisse più a contenerli.

La passione per la scrittura e la musica accompagnano Riccardo Pedicone da sempre, ma ciò che veramente anima ogni suo progetto è l’idea di abitare luoghi culturali e favorire incontri tra persone, come ha fatto anche creando il podcast Felici pochi. Il titolo è stato ripreso da un testo di Elsa Morante, Il mondo salvato dai ragazzini, che parla del fuoco della giovinezza, che non è solo giovane età. Quel candore e quell’energia possono essere raggiunti anche in altri modi, anche se è vero che sono naturali del periodo della gioventù.

“I luoghi sociali stanno sparendo. Io non ci sto, quindi Noce.”

 

Alla ricerca di storie con la paghetta della nonna

E sembra quasi vero nasce a sua volta da altri libri, quelli che Riccardo spesso acquistava con gli ultimi 15 euro che gli rimanevano.
Otto capitoli, di cui sei sono una riscrittura di cose capitate nella sua vita, comprese proprio grazie a quel libro che custodiva gelosamente in borsa, il “libro definitivo”, quello a cui tieni così tanto da portarti sempre con te.
All’interno della sua ultima opera, Riccardo Pedicone propone una selezione di libri e di personaggi, come quelli di Alice nel Paese delle Meraviglie, che fungono da punto di partenza per raccontare altre storie. Storie di coincidenze e congiunture, che poi in realtà non lo sono mai. Come quando, dopo aver acquistato uno dei quaderni di Agamben, proprio per iniziare a scrivere il suo nuovo libro, nella prima pagina legge “quando si è giovani non si dovrebbe scrivere”. O come quando ha iniziato un’indagine su uno stalker-disegnatore, il vicino di casa di una ragazza conosciuta durante un periodo a Venezia, dopo aver letto l’opera di Cimatti sul lasciarsi vedere, L’occhio selvaggio.

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