Premessa
Passaggi Festival 2026 sceglie di “misurarsi” con il presente, non per misurarlo in modo punitivo, ma per ritrovarne il valore. Attraverso i libri, il dibattito pubblico e l’incontro con le voci più autorevoli del panorama culturale, vogliamo esplorare come la riscoperta della giusta misura possa ancora essere la chiave per abitare il mondo con consapevolezza.
Non c’è luogo più eletto di Fano per avviare questa riflessione. Il richiamo a Vitruvio, architetto romano del I secolo a.C., che proprio qui ha lasciato una traccia indelebile con la sua opera De Architectura, è il punto di partenza naturale.
Non si tratta di guardare indietro con nostalgia, ma di far risuonare la saggezza antica nelle domande del nostro tempo. Perché, ora come allora, il senso della misura rimane l’unica vera forma di civiltà.
Motivazione del Tema
Il 2026 porta con sé la sfida di riflettere su un concetto che appare, al contempo, antico e radicalmente sovversivo: il senso della misura. In un’epoca dominata dall’ipertrofia dell’io, dall’accelerazione tecnologica e dalla tendenza al superamento costante di ogni limite — sia esso etico, ambientale o spaziale — riscoprire la misura non significa invocare una sterile moderazione, ma riappropriarsi di una bussola per comprendere il mondo.
Per Vitruvio, la misura non era un vincolo esterno, ma la traduzione numerica e armonica della natura nel costruito, un principio di firmitas, utilitas e venustas (Stabilità, Utilità e Bellezza) che metteva l’uomo al centro di una proporzione universale.
Questo antico insegnamento non è una reliquia del passato, ma un metodo di lavoro per il presente. “Misurarsi” con il mondo significa oggi recuperare la capacità di discernere, di dare il giusto peso alle idee e di progettare spazi urbani che sappiano valorizzare la dignità dell’abitare.
Idee: Il ritorno a un pensiero ponderato, che privilegia la profondità dei contenuti rispetto alla velocità del consumo mediatico.
Città: La riscoperta della dimensione umana del vivere urbano, dove l’architettura e la pianificazione tornano a servire le relazioni sociali e il benessere dei cittadini.
Civiltà: La misura come esercizio di equilibrio tra progresso e conservazione, tra l’innovazione tecnologica e il rispetto per le radici che definiscono la nostra identità.