Dopo una breve introduzione all’ospite d’onore, operata dal Consigliere Regionale nonché Presidente del Gruppo Consiliare “Movimento 5 Stelle” Marta Ruggeri, fa ingresso sul palco di Passaggi Festival Giuseppe Conte. Conte è avvocato e politico. Già Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018 al 13 febbraio 2021, è presidente del partito politico “Movimento 5 Stelle” dal 6 agosto 2021. A Passaggi Festival, in occasione della rassegna “Libri in Piazza”, Conte ha presentato il suo libro “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia” (Marsilio). Conversa con l’autore il Direttore dell’Agenzia Ansa Luigi Contu.
Un alieno in politica
Contu sottolinea sin da subito l’inaspettato incarico a Presidente del Consiglio di Conte nel 2018. L’autore, infatti, era stato prima di allora estraneo al mondo della politica, avendo, sino al momento del mandato governativo, ricoperto il ruolo di Componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa dal 2013 parallelamente alla professione di avvocato (dal 1992) e di professore universitario di diritto privato presso diverse università italiane (dal 2002). La domanda del Direttore dell’Ansa è incisiva e schietta: Giuseppe Conte si sente ancora un “alieno” in politica nonostante gli otto anni passati dall’inizio del mandato come Presidente del Consiglio e l’ingresso alla camera come leader di un partito? L’autore, intelligentemente, sviscera la domanda estrapolandone solo il suo contenuto più sincero: egli si sente un alieno in politica solo in riferimento a quei comportamenti governativi “tritacarne”, svolti a scapito della popolazione e dei cittadini; comportamenti che ricusano i valori liberal-democratici caratterizzanti la nostra Carta Costituzionale.
L’importanza dell’interesse pubblico alla politica
Nel libro dell’autore vengono analizzati numerosi aspetti dei valori impressi nella cultura popolare di massa di cui la maggior parte sono eredità di una Costituzione giovane, che non ha nemmeno cento anni di storia. Tra i vari temi che vengono illustrati nel saggio di Conte c’è anche il fenomeno del distacco tra politica e cittadini o, più nel dettaglio, nel disinteresse dei secondi nei confronti della prima. Questo è un tema che preoccupa il Presidente del M5S poiché la democrazia su cui si fonda il nostro stato di diritto non è un bene che può considerarsi mantenibile all’infinito: è, anzi, un progetto che deve essere voluto e curato non solo con l’impegno dei politici e di chi guida la classe dirigente del Paese ma anche dalla partecipazione e dall’interesse attivo verso la res publica del cittadino qualsiasi. Sotto questo aspetto, continua Giuseppe Conte, il M5S ha avviato un progetto a lungo termine, cui hanno partecipato quasi ventimila persone in tutta Italia, chiamato “Nova” che ha la funzione di registrare le risposte dei cittadini tramite sondaggi in riferimento a quali dovrebbero essere le priorità del governo. Solo in questa maniera non saranno gli “esperti” chiamati all’ultimo momento a decidere il piano di governo ma l’effettiva volontà della popolazione.
Che cos’è la destra, cos’è la sinistra?
Luigi Contu fa notare al pubblico come il M5S abbia, in passato, guidato un governo prima con partiti politici di destra e poi con altri identificabili nella sinistra. Riprendendo il celebre testo della canzone di Giorgio Gaber, “Che cos’è la destra e che cos’è la sinistra” al giorno d’oggi? Conte spiega come il M5S non sia né di sinistra né di destra: infatti, in termini generali, la sinistra italiana si è ubriacata da tempo ed ha perso il senso della sua lotta originaria quando ha cominciato a venerare il “dio mercato”, l’economia globalizzata ed il denaro, tralasciando i suoi valori originari e rifuggendo quegli stessi principi che caratterizzavano quell’ala politica. Inn riferimento alla destra politica, invece, gli ideali della destra italiana non sono mai stati nemmeno vicini ai valori del Movimento. Il M5S, sostiene il suo Presidente in carica, si può identificare come “progressista”, senza risvolti a destra o a sinistra. In particolare, una caratteristica del pensiero di Conte sarà sempre quella della tolleranza e del rispetto verso chi ha un pensiero di orientamento politico differente, i conservatori, mentre il suo partito si opporrà con forza a chi è opera azioni reazionarie ed illiberali.
Il versante estero: Merkel, Macron, la UE
Sul versante della politica estera, invece, Conte sottolinea come nei suoi primi incontri con i primi ministri delle grandi potenze europee come Angela Merkel per la Germania ed Emmanuel Macron per la Francia, difendere l’interesse nazionale anziché aprirsi a problemi comuni sembrava la regola. In particolare, l’autore svela un retroscena riguardo gli accordi europei in riferimento all’immigrazione clandestina in Italia in occasione della quale aveva trovato grande reticenza al dialogo da parte dei summenzionati leader. Secondo Conte, tuttavia, il segreto per risolvere problemi di questa portata, come poi sarebbe successo, non è strenuamente difendere i propri interessi nazionali quanto bilanciarli con quelli di tutti gli stati dell’Unione Europea, facendo ben comprendere a tutti le parti in causa che alcuni temi (come quello dell’immigrazione o del riavvio dell’economia post-Covid) sono problematiche comuni a tutti gli Stati membri,
“chi sbarca in Italia sbarca in Europa”.
Sulla guerra in Iran
Giuseppe Conte, sull’imput di domande stimolanti di Contu, non esita nel definire il piano militare eseguito in Iran dagli eserciti nazionali di Trump e Netanyahu come un’invasione illegittima. L’Italia, come paese che costituzionalmente parlando ripudia la guerra, deve opporsi con tutte le sue forze a questi atti vandalici. Se si fosse consentito l’utilizzo delle basi americane in Italia, come stava per accadere, avremmo contribuito direttamente ad una guerra ingiusta e sanguinaria.
Il progetto “remigrazione” di Vannacci
In riferimento alla recente proposta del leader del partito “Futuro Nazionale” Roberto Vannacci della remigrazione come strumento per arginare l’immigrazione illegale in Italia, Conte si esprime sostenendo che una massa di persone che non si integrano nella società e non hanno un lavoro è sicuramente un problema ma la remigrazione non è certamente la soluzione. Questa, secondo l’autore, non è altro che uno stratagemma per far credere ai cittadini che, ancora costituzionalmente parlando, si possano “rispedire al mittente” intere comunità etniche. Chiaramente questo è impossibile, i flussi migratori devono essere gestiti, invece, incrementando i corridoi umanitari internazionali (senza dover ricorrere a gommoni di fortuna), stringendo accordi con paesi di transito di questi flussi e distribuendoli equamente in Europa ed investendo, infine, su progetti di integrazione sociale e culturale dei migranti anziché investire in progetti di carceri in Albania ancora vuote.
Un libro per il futuro
Alla domanda di Contu se Giuseppe Conte abbia un libro preferito o da consigliare, l’autore riflette su quella che è la prima domanda non politica a lui rivolta nel corso della serata. L’autore dice che ci sono molti libri che hanno notevolmente influito nella sua vita e, in generale, i libri condizionano ciascuno in maniera diversa anche a seconda della fase della propria vita in cui ci si trova: dall’adolescenza, alla mezza età i gusti letterari possono mutare profondamente. Tra i libri che però hanno contribuito più di tutti a formare la sua persona Conte nomina “Saggio sulla lucidità” di José Saramago (Feltrinelli).
