Nella prima serata della tredicesima edizione di Passaggi, mercoledì 25 giugno, dopo l’inaugurazione ufficiale del festival alla Corte Malatestiana, nella nuova location di Piazza Marcolini, l’attuale direttore del Tg2 e studioso delle questioni vaticane Antonio Preziosi ha presentato i suoi libri Leone XIV. La via disarmata e disarmante e Linea segreta. I retroscena tra Stato e Vaticano, entrambi editi da San Paolo Edizioni. L’autore ha conversato Manuela Tulli, giornalista dell’Agenzia Ansa.

 

Inizia la tredicesima edizione di Passaggi Festival: l’inaugurazione alla Corte Malatestiana

Prima dell’incontro con Antonio Preziosi in piazza Marcolini, il palco della Corte Malatestiana di Fano ha ospitato l’inaugurazione della tredicesima edizione di Passaggi Festival, che quest’anno offre un ricco programma con oltre centocinquanta eventi in tredici sedi collocate tra il centro città e il lungomare.
In questa occasione si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti dell’amministrazione comunale e regionale, presentati da Annarita Ioni. L’assessore al turismo e ai grandi eventi Alberto Santorelli e l’assessore alla cultura Lucia Tarsi del Comune di Fano hanno descritto il festival come un’occasione di incontro e confronto pacifico tra persone, idee e racconti nei luoghi della città di Fano.
In rappresentanza della Regione Marche è intervenuto l’assessore Stefano Aguzzi riconoscendo l’importanza di Passaggi per l’intero territorio regionale.
Sul palco c’erano anche il presidente della Fondazione Teatro della Fortuna Stefano Mirasola e il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Fano Giorgio Gragnola, che hanno sottolineato la collaborazione e il sostegno che i due enti da loro presieduti offrono a Passaggi.
A chiudere l’inaugurazione sono state le parole di Cesare Carnaroli, presidente di Passaggi, che ha ricordato l’apertura, lo scorso dicembre, della Libreria Passaggi Libri e Caffè, augurandosi che, in questi giorni di preoccupanti vicende internazionali, dal festival possa partire un forte appello alla pace.

 

Raccontare la storia per trasmetterla ai posteri

Lo scopo principale libro Leone XIV. La via disarmata e disarmante, scritto in dieci notti, è far conoscere a tutti la figura di papa Leone XIV e raccontare il suo pontificato. Il suo passato è, infatti, poco conosciuto, nonostante abbia fatto parte del gruppo dei cardinali più in vista in Vaticano.
Linea segreta. I retroscena tra Stato e Vaticano racconta i rapporti tra lo Stato italiano e il Vaticano, poco chiari ai giovani, a causa dei pochi insegnamenti ricevuti, in quanto adulti e insegnanti hanno sempre ritenuto che fosse una storia troppo dolorosa per essere compresa bene dai ragazzi. Antonio Preziosi ritiene, invece, che queste importanti vicende devono essere raccontate a tutti, per aiutare a capire alcuni fenomeni importanti, come i rapporti tra i vari pontefici e la Santa Sede, gli anni del terrorismo e gli scandali avvenuti.

 

Leone XIV e la continua ricerca della pace

Sicuramente la notizia dell’arrivo di un papa proveniente dagli Stati Uniti ha sorpreso tutto il mondo, che probabilmente dopo 47 anni si aspettava un papa italiano. Robert Francis Prevost è stato un monaco agostiniano e il suo concetto di spiritualità è quello di una spiritualità fortemente interiorizzata. Ha aperto il suo discorso di inizio pontificato esattamente come aveva concluso il suo percorso papa Francesco, suo predecessore: “la pace sia con tutti voi“. La pace deve essere il patrimonio comune di tutti, credenti e non credenti. Papa Francesco aveva chiuso il suo pontificato con la benedizione urbi et orbi, lanciando un appello alla pace.
Il tema della pace è un tema che ha riguardato tutti gli ultimi pontefici, da Giovanni XXIII (“pace ad internis”) e Paolo VI (“mai più la guerra”) a Giovanni Paolo II, con i suoi discorsi contro la guerra in Iraq. Anche Benedetto XVI e Francesco avevano costruito i propri concetti di pace contro le guerre. In generale la diplomazia vaticana ha combattuto sempre per il bene comune e la pace tra tutti i popoli, mai per interessi personali, economici e territoriali. I giornalisti purtroppo hanno dimenticato il termine pace e oggi raccontano solo gli eventi militari delle guerre in Medioriente, Ucraina e Africa. È difficile oggi avere una chiara percezione di quanto sta accadendo nel mondo.

 

Rapporti tra Stato e Vaticano

La storia della Chiesa negli anni dei papi italiani, pur essendo molto importante, è rimasta molto lacunosa e poco documentata. Si è trattato, invece, di un periodo fondamentale per lo sviluppo dell’Italia.
Antonio Preziosi ha raccontato che l’idea di scrivere Linea segreta. I retroscena tra Stato e Vaticano è nata da una passeggiata dal Quirinale fino a Piazza San Pietro, passando per altri luoghi della Capitale, come Palazzo Chigi e la Fontana di Trevi. In poco spazio troviamo due stati a Roma: due stati vicini, compenetrati e indipendenti, ma legati dalla necessità di comunicare tra loro. Già dal 1978, anno in cui si sono susseguiti tre papi e due Presidenti della Repubblica italiana, c’è stato un cambio di passo nel rapporto tra le due sponde del Tevere. Poi con l’arrivo di papa Benedetto XVI e soprattutto di papa Francesco, la Chiesa si è universalizzata riguardo molte tematiche, in particolar modo sui diritti e sulla pace. Il dialogo è fondamentale: tutte le storie devono essere ricordate e raccontate ai posteri. Il dialogo non si deve però fondare su richieste ed esigenze politiche: l’unico obiettivo del confronto è la pace.

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