Serra Yilmaz è attrice e traduttrice, attiva in teatro, cinema e televisione, nota anche per aver preso parte a numerosi film del regista Ferzan Özpetek. A Passaggi Festival, in occasione della rassegna “Fuori Passaggi Music & Social”, Serra Yilmaz ha presentato il suo libro “Cara Istanbul” (Rizzoli). Conversa con l’autrice il Direttore del Dorico International Film Fest e Cinefortunae Luca Caprara.
Un libro “parlato” e non scritto
Serra comincia l’intervista descrivendo il suo libro come un racconto più che come un’autobiografia o un romanzo. È un racconto verso chi vuole ascoltare aneddoti dell’Istanbul di una volta, curiosità sulla vita dell’autrice che vanno dal divertente al drammatico e, perché no, anche qualche ricetta di cucina. Yilmaz non si definisce una scrittrice quanto una intrattenitrice: una scrittrice, infatti, avrebbe avuto più scrupoli letterari e di stile mentre lei, invece, racconta “come le viene”, come una storia.
L’ “ispirazione”
Caprara chiede all’autrice dove ha trovato l’ispirazione per scrivere il suo libro e lei ribatte sostenendo che:
“A dirla tutta è la Rizzoli che mi ha chiesto di scriverlo, io volevo fare un libro di ricette di cucina”.
Serra non nasconde il grande divertimento che ha provato nello scrivere questo libro, che ha richiesto molto tempo ed impegno da parte sua e dei revisori, che ringrazia.
“Cara Istanbul” o “Canim Istanbul”
Alla domanda se il titolo del libro fosse stato sicuro sin dall’inizio Yilmaz scuote la testa: il primo titolo cui lei aveva pensato era in turco: “Canim Istanbul”. In quel senso, però, “Canim” significava qualcosa di più poetico e nostalgico ed era troppo difficile da trascrivere e quindi, alla fine, ci si è accontentati di “Cara Istanbul”, forse un po’ più neutro e meno affettuoso ma comunque si adatta bene perché ora Istanbul è davvero molto costosa, Serra sorride al pubblico che ricambia con un lungo applauso.
La città divenuta megalopoli
Rimanendo in tema di Istanbul, prosegue Caprara, questa città sembra essere molto cambiata nel corso del tempo, dall’infanzia dell’autrice ai giorni nostri. Yilmaz si mostra leggermente dispiaciuta: quando nacque Istanbul aveva 1 milione di abitanti, ora ne ha 20 milioni. C’è stata una crescita demografica, solo nella città di Istanbul, totalmente disordinata e a ciò sono seguite costruzioni di innumerevoli condomini e palazzi per trovare posto a tutti coloro che si volevano trasferire in città. Nel corso del tempo i confini di cemento di Istanbul si sono allargati sempre più, oggi si fa fatica a trovare un po’ di verde. Le uniche parti della metropoli che l’autrice racconta come meravigliose e pressoché invariate dalla sua infanzia sono il mare ed il Bosforo.
Ed infine…qualche ricetta turca
Nel libro, pertanto si parla della città di Istanbul, delle storie che l’autrice vi ha vissuto e che l’hanno formata come la gentile e divertente signora che è oggi. Ci sono anche delle ricette di cucina… L’autrice non si fa pregare a ribadire che il suo desiderio era quello di scrivere un libro di ricette culinarie e, qualche suo appunto, è finito anche in questo libro. Questo perché tutte le storie, le emozioni e le persone raccontate in “Cara Istanbul” sono accompagnate da sapori, odori, esperienze sensoriali che le caratterizzano. Un esempio potrebbe essere, perfetto per questo periodo estivo, l’“Imam bayildi”, la traduzione letterale è “L’Imam è svenuto” (perché gli piaceva troppo il piatto) ed è un piatto che l’autrice ama ed è molto difficile da trovare nei ristoranti turchi in Italia. È una pietanza a base di verdure all’olio d’oliva che si consuma solitamente prima della portata principale. Ad esso, prosegue l’autrice, accompagnerei un buon vino o una bevanda che non c’è, purtroppo, qui in Italia, il Raki un alcolico composto da anice e uva unito ad acqua e solitamente accompagnato da molti antipasti. È una bevanda molto fresca, ovviamente bisogna amare il gusto dell’anice che è prevalente; io, personalmente, lo adoro.
Il pubblico apprezza ed applaude sonoramente l’uscita di scena di una simpaticissima Serra Yilmaz.
