Lo Stato Sociale Passaggi 2019

Domenica 30 giugno Passaggi Festival si è concluso con due incontri, tra cui quello al Pincio, intitolato “La band più coinvolgente alla prima esperienza grafica”. Alberto Guidetti e Alberto Cazzola, membri del gruppo musicale Lo Stato Sociale, e Luca Genovese hanno presentato il loro libro “Andrea”. Gli autori hanno conversato con Alessio Trabacchini, critico di fumetti.

“Andrea”

L’incontro si è aperto con alcuni ragazzi dello spazio autogestito Grizzly che hanno mostrato uno striscione con la scritta “Salvare vite non è un reato”. Uno di loro è intervenuto in difesa di Carola, la giovane comandante della nave Sea Watch. Si è poi iniziato a parlare di “Andrea”, un graphic novel che nasce da un’idea di Luca Genovese. Quest’ultimo ha anche curato le illustrazioni. La storia è ambientata nella periferia di Bologna. Il protagonista lavora in un bar. Subisce subito due traumi: uno è la perdita della persona amata e l’altro è dato dalla struttura sociale in cui si ritrova a vivere. Andrea capisce di non poter contare sulla società. È uno sconfitto che però non si arrende: ha capito di non poter vivere passivamente. Scopre che condividere tutto quello che ha dentro lo porta a scoprire l’esistenza di persone molto simili a lui e stare con loro lo fa stare bene.

La dimensione del bar

Il bar è visto dagli autori come un’alternativa a internet. Nel web spesso gli utenti si scambiano critiche e insulti che non avrebbero il coraggio di riferire di persona. In un bar, invece, si parla guardandosi negli occhi. Alessio Trabacchini aggiunge poi che Andrea, oltre alla sua rutine, vive anche un mondo immaginario in cui la periferia si trasforma in una campagna libera e indisturbata. Luca Genovese ha saputo rendere visivo questo concetto di fuga.

Ancorato al quotidiano

Andrea è un personaggio nel quale tutti si possono riconoscere. Nasce però come specchio della situazione di Alberto Guidetti. L’autore ha, infatti, pensato a questo personaggio in un periodo piuttosto triste della sua esistenza. Gli capitava spesso di pensare alle imposizioni della vita e a quanto possa essere pesante la società. È allora che scatta la necessità di trovare una via di fuga, un mondo alternativo. Questo però non ci deve sottrarre completamente alla realtà ma deve permetterci di tornare sempre al quotidiano che, nel caso del protagonista, è rappresentato dal bar.

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