Giuseppe Valditara, già assessore all’Istruzione per la Provincia di Milano, Senatore della Repubblica, Capo Dipartimento “Formazione superiore e ricerca” del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, ad oggi è professore ordinario di Diritto privato romano nell’Università di Torino e, dall’ottobre 2022, Ministro dell’Istruzione e del Merito del governo Meloni. L’autore, ospite dell’evento speciale di Passaggi Festival, ha presentato il suo saggio “Manifesto per l’Occidente. I valori universali della nostra cultura” (Guerini e Associati). Conversa con l’autore il Vice Direttore del giornale “Il Resto del Carlino”, Valerio Baroncini.
La ragione del “Manifesto per l’Occidente”
Alla domanda di Baroncini circa dove, il Ministro, possa ricondurre la necessità di scrivere un libro che prometta di individuare i valori dell’Occidente attuale, Valditara risponde sostenendo che nel contesto contemporaneo di un dibattito ideologico sempre più polarizzato da contestazioni legate alle correnti woke e post-coloniali, complessivamente sono venticinque i valori fondamentali della civiltà occidentale (tra cui democrazia, libertà, dignità della persona, responsabilità e universalismo) che permettono di tramandare un’eredità aperta e dinamica contro ogni tentativo di delegittimazione o cancellazione. Per Valditara, in particolare, i valori occidentali trattati nel suo saggio dovrebbero essere motivo di orgoglio e di riconoscimento identitario, in quanto fondanti la società occidentale.
La fides e l’humanitas tra i valori insiti nella nostra società
Tra i vari termini che vengono analizzati nel saggio, il Vice Direttore del Carlino ne propone alcuni: fides, ovvero la fiducia che lega il politico al cittadino e viceversa, la linfa vitale del rapporto tra uomo e Stato. Per permettere questa essenziale connessione, secondo Valditara, è necessario il buonsenso e quindi partire dalla realtà concreta, dalle domande dei giovani e degli studenti, su cui poi fondare le risposte che sorreggono la nostra civiltà. Per il Ministro non servono risposte teoriche e ideologiche ma anzi si ha più che mai necessità di soluzioni che siano concrete e reali. L’humanitas di Cicerone è un altro dei valori riportati nel saggio di Valditara, cioè quel sentimento umano che unisce l’elevazione spirituale, la cultura, la filosofia e l’eloquenza con un profondo senso di rispetto, empatia, tolleranza e solidarietà verso il prossimo. Nazismo, fascismo e comunismo, secondo l’autore, non hanno niente a che vedere con l’Occidente poiché quest’ultimo mette al centro la persona, la libertà, quale estrinsecazione dei capisaldi appena illustrati.
Il tanto conteso diritto alla libera espressione, pluralismo o censura?
Tra i valori presentati nel libro dell’autore, è interessante notare anche quello alla libertà di parola e alla libertà di critica, peraltro ideali già compresi nell’articolo ventuno della nostra Costituzione. Valditara, in particolare, sostiene di essere grande sostenitore del pluralismo, ovvero della molteplicità di punti di vista ed ammissione alla critica costruttiva e non demoralizzante. Alla calda reazione del pubblico a questi argomenti ed alla non meno pacata reazione del Ministro, si accompagnano le ultime parole in riferimento all’ultima Riforma promossa dal Ministero dell’Istruzione e ai vari stanziamenti e milioni di Euro promessi, investiti e finalizzati a progetti di cui, tuttavia, non ci interessa, poiché questo, sembrerà assurdo, è un Festival del Libro e della Lettura e non un convegno politico.
