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Apertura librerie: il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) del 10 aprile ha decretato la riapertura di svariate attività commerciali a partire dal 14 aprile. Protagoniste di questo nuovo decreto sembrano essere le librerie che hanno sollevato un interessante dibattito mediatico.

Dopo anni di disaffezione da parte delle istituzioni alla libreria in quanto luogo di promozione e diffusione della cultura, anni che hanno visto tantissime librerie storiche chiudere per sempre i battenti, schiacciate da una crisi del settore spesso dimenticata o passata in secondo piano, le librerie sono tornate sotto i riflettori.

È importante però considerare come la risposta del Paese sia stata eterogenea: diverse sono le Regioni che si sono avvalse di ordinanze attraverso le quali hanno adottato una linea alternativa rispetto a quella del Governo. L’apertura librerie è, infatti, vietata in Lombardia e Piemonte, il Veneto permette di aprire per soli due giorni a settimana, il Lazio dal 20 aprile, la Toscana consente la riapertura ma con misure estremamente restrittive e l’Emilia Romagna solo per alcune province.

Apertura librerie: cosa fa la catena Librerie.Coop

Librerie Coop, partner organizzativo di Passaggi Festival, è una realtà presente in quasi tutte le Regioni d’Italia e barcamenarsi tra tutte le ordinanze comunali e regionali è sicuramente un’impresa ardua. Ce ne parla Nicoletta Bencivenni che comunque precisa come “Il DPCM del 10 aprile abbia il merito di aver portato alle cronache il tema della cultura”.

Tenendo bene a mente la difficoltà del momento e la priorità del tema della salute, Librerie coop decide di riaprire ma solo dopo aver messo in sicurezza gli ambienti per garantire la salute di lavoratori e clienti. Un impegno sicuramente importante se si considera che Librerie coop ha locali che mediamente hanno una superficie tra i 200 ed i 250 metri quadrati”.

Nicoletta Bencivenni ci descrive una sanificazione ed una messa in sicurezza seria ed articolata, proprio in vista dell’apertura librerie: “Nonostante il decreto non lo richieda espressamente abbiamo deciso di fornire a tutti i dipendenti le mascherine, di montare su tutte le casse una barriera parafiato in plexiglass e di fornire guanti e gel igienizzante per librai e clienti: tutto ciò ovviamente significa procurarsi moltissimo materiale ed impedisce una riapertura immediata”.

Nicoletta Bencivenni: il governo deve sostenere le librerie

Per quanto riguarda le voci sulla sanificazione dei libri è necessario ribadire come l’OMS non ha dato alcuna indicazione a riguardo: i libri in realtà non sembrano essere un importante veicolo di trasmissione, Librerie coop sta portando avanti comunque la sanificazione con l’ozono in tutte gli esercizi più grandi, soprattutto in quelli presenti nelle zone rosse nonostante non ci sia una precisa richiesta a riguardo da parte delle istituzioni. In tutte le altre, invece, si sta portando avanti la normale la sanificazione con ipoclorito di sodio”.

La decisione di mettere a disposizione dei clienti dei guanti gratuitamente, inoltre, è dovuta proprio a garantire che tutti possano continuare ad avere un rapporto fisico con i libri, a sfogliarli e consultarli.
Nicoletta Bencivenni aggiunge che “La libreria è un luogo dove le persone amano stazionare anche per un lungo periodo. Purtroppo siamo tutti consapevoli che questo non potrà succedere: sicuramente il servizio sarà diverso, non si potrà permettere alle persone di stazionare per delle ore. Questo però non significa ridurre il tutto ad un servizio di mera vendita di merci, in tal caso, infatti, basterebbe mantenere l’iniziativa Libri da Asporto. Si cercherà pertanto di garantire ai clienti la possibilità di passeggiare tra gli scaffali o di chiedere consigli ai librai.”

È fondamentale comunque tenere a mente che Librerie coop si è sempre caratterizzata per l’organizzazione di manifestazioni che avvicinavano gli scrittori ai lettori e per le collaborazioni con i Festival come Passaggi. La sospensione di questo tipo di eventi determinerà una perdita inevitabile: “L’emergenza non finirà con la fase due ma si avrà anche una fase tre ed una fase quattro per questo tipo di attività, che soffriranno fino alla fine dell’anno, nonostante si stia cercando di rispondere alle nuove esigenze di questo momento ripensando alla libreria in modo un po’ diverso”.

È necessario, però, che il Governo tenga bene a mente queste difficoltà e continui ad aiutare questo tipo di attività con agevolazioni fiscali e misure di contenimento, anche in una fase successiva all’emergenza, per permettere che la cultura sia uno dei fattori trainanti della ripresa. Le Librerie coop riapriranno il prima possibile, là dove sia permesso, e nonostante sia difficile stabilire una data effettiva, Nicoletta Bencivenni, ribadisce l’impegno a riaprire entro il 4 maggio.

Apertura librerie: critiche al governo dal Gruppo LED-Librai Editori Distributori

Un’opinione più aspramente critica del decreto del 10 aprile sembra essere quella della lettera scritta dal Gruppo LED – Librai Editori Distribuzione e comparsa l’11 aprile sulla pagina web Minima & Moralia. Ciò che nella lettera viene contestato maggiormente è che la riapertura delle librerie sembra essere un gesto simbolico e sicuramente poco strutturato: non sarebbero, infatti, chiare le modalità della riapertura e le condizioni.

Ci si chiede, per esempio, se le iniziative di welfare come la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti, gli accessi ai contributi pubblici e le agevolazioni fiscali saranno mantenuti nonostante la possibilità di riaprire; dubbi simili sorgono in relazione ai contratti di locazione. Il problema principale risiede comunque nel fatto che questo decreto sembra prendere in considerazione le librerie come mero luogo di vendita di merci e non come presidio culturale quale esse effettivamente siano.

La vendita e consegna di libri a domicilio, infatti, è già stata predisposta dalla maggior parte degli esercizi; piuttosto sarebbe utile, suggerisce il Gruppo LED, prevedere una partnership con i servizi postali per attuare un servizio simile a quello che attualmente è gestito dai singoli ma su finanziamento statale.

Apertura librerie: l’opinione di una libraia

Apertura Libreria Francesca Tombari Fano Libreria Mondadori

Francesca Tombari, titolare di Libreria Mondadori a Fano (PU)

Andiamo a Fano (PU), sede dal 2013 di Passaggi Festival. La libreria Mondadori, in piazza XX Settembre, è aperta. Il Gruppo Mondadori ha dato carta bianca ai vari esercizi sulla possibilità di riaprire o meno fornendo, comunque, direttive sui comportamenti da seguire: “Abbiamo stampato un format per indicare ai clienti il comportamento da adottare all’interno”, spiega la titolare Francesca Tombari.

La libreria ha messo a disposizione dei clienti guanti e gel disinfettante all’entrata, è essenziale indossare la mascherina per entrare ma qualora il cliente non l’avesse sono stati predisposti del bloc-notes per scrivere le proprie richieste e consegnarle al libraio. “È stata aperta una seconda uscita per evitare file, possono entrare due persone alla volta e davanti alla cassa è stato posizionato un pannello in plexiglass”, continua Francesca.

A Fano diversi commercianti del centro storico hanno riaperto cercando di mantenere lo stesso orario per garantire ai clienti la possibilità di uscire una volta sola; l’orario della libreria è ridotto: l’apertura è garantita dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18 e 30.
Prosegue Francesca Tombari: “Personalmente ho bisogno di vedere un segnale di rinascita, in ogni caso si deve ricominciare, ovviamente prendendo le giuste precauzioni e senza strafare, perché al di là del guadagno è importante ricominciare a ristabilire il contatto umano che mancava. È un segnale positivo e molte persone lo hanno apprezzato. Il libro ci è mancato”.

Con la scoperta di una dimensione più intima e con molto tempo in più fra le mani molti hanno, infatti, riscoperto che il libro costituisce un compagno fedele, tanti altri però leggono ora e leggevano anche prima: ce lo hanno insegnato le piazze gremite durante le scorse edizioni di Passaggi Festival e la libreria che si specchia nel palco principale nella quale, ci dice Francesca, “Le persone iniziavano ad entrare già da settimane prima dell’inizio del Festival per comprare i volumi che sarebbero stati presentati e chiedere informazioni.”

È da piazza XX Settembre che, forse, dovremmo ripartire: da quel cuore pulsante, popolato e vissuto. Il centro di Fano, con la sua libreria ed i suoi mercati, riprende timidamente a respirare, ed in questa sua convalescenza la possibilità di potersi spostare in sicurezza tra il mercato e la libreria ci appare come la conquista più dolce.

Tutto questo accade in un’epoca che sembrava essere dominata dai grandi centri commerciali fuori dalle città in grado di schiacciare i piccoli esercizi dei centri; ci si augura, pertanto, che questa esperienza drammatica ci abbia perlomeno insegnato qualcosa: che anche prima del virus abbiamo messo a repentaglio, talvolta senza rendercene conto, ciò che adesso ci manca di più e ciò da cui stiamo lentamente ripartendo.