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di Elena Bacchielli

 

Come sette anni fa”, pensò Sofia. “Non è possibile!
Quell’incubo sembrava riaffacciarsi con prepotenza nella sua vita. Vivere un nuovo isolamento. Questa volta però non dipendeva da lei, non lo aveva creato lei. Di questo ne era sicura. Era l’unica certezza che aveva. Eppure le notizie del contagio da Covid 19 riuscivano a penetrare i muri della sua casa, ad attraversare i vetri socchiusi delle finestre. Dentro di sé sentiva riaffiorare antichi mostri, sensazioni arcaiche mai sopìte.

Poi una mattina si alzò dal letto come faceva sempre dopo il suono della sveglia, ma si accorse che qualcosa era cambiato. Quelle voci che sentiva dentro di sé piene di rabbia e di paura erano diventate un’eco lontana. Allora la giornata le sembrò diversa e quel sole che splendeva fuori di casa, appena percettibile dal piccolo terrazzo nascosto fra i muri di alte abitazioni, rifletteva una nuova stagione interiore.
Come sette anni fa”, pensò Sofia. “Ma con un dono in più”.

Venerdì 10 Aprile ore 9:00
Quella mattina Sofia faticava ad aprire gli occhi, li sentiva gonfi e pesanti.
La congiuntivite è un sintomo del Covid 19”, pensò e improvvisamente si sentì raggelare il corpo.
No, no, stai tranquilla…andrà tutto bene!”, si ripeteva come un mantra a voce alta.
Psicologi e terapisti consigliavano di non ascoltare troppo le notizie negative, di non farsi coinvolgere emotivamente dal quotidiano bollettino di guerra. “Non siamo in guerra”, sussurrò Sofia fissando la parete bianca della camera. E all’improvviso un elicottero scosse i vetri della finestra…andava e veniva..se ne andava e ritornava. “Non siamo in guerra”, ripeté convinta fissando la parete.

Sabato 11 Aprile ore 12:00
Il sole entrava dalla vetrata della cucina con prepotenza: non si era mai accorta Sofia di quanto potesse cambiare l’angolazione del sole in appena un mese. Quella quarantena le aveva fornito uno strumento nuovo: lo spirito di osservazione, silenzioso, degli eventi. Lei sapeva che quello strumento le apparteneva da sempre: era infatti una caratteristica del suo lavoro, la curiosità, ma era pur sempre consapevole che il turbinio di impegni quotidiani – la famosa routine che tanto ora desideriamo di rivivere – era una distrazione dagli eventi atmosferici, naturali.

Domenica 12 Aprile ore 8:30
No, oggi proprio non voglio essere triste”, si ripeteva rigirandosi nervosamente nel letto. Era una giornata strana, lo sapeva, da trascorrere lontana dai familiari e dal compagno. Una Pasqua triste, in solitaria. Eppure lei doveva e poteva sconfiggere quella sensazione che faceva come al solito capolino da dentro.
Questa volta non uscirete, lacrime, vincerò io!”, disse a voce alta guardando il suo volto malconcio riflesso nello specchio sopra al comodino. All’improvviso un raggio di sole filtrò dalla finestra della camera socchiusa e le cadde per sbaglio sopra l’occhio destro.
Qualcuno dei vicini aveva aperto una persiana ed un riflesso luminoso le aveva riscaldato per qualche secondo il lato destro del viso.Quel raggio di luce lo avrebbe conservato dentro di sé per tutta la giornata.

Lunedì 13 Aprile ore 19:00
Finalmente il week-end di Pasqua sta finendo”, pensò Sofia accennando ad un sorriso.
Me la sono cavata abbastanza bene…”, disse facendo un sospiro di sollievo. Qualcosa dentro di lei era profondamente cambiato: i mostri della solitudine e della paura erano stati assorbiti dentro quel vaso interiore che è l’utero materno, fecondo anche quando privo di vita fetale. Una nuova consapevolezza era nata.
Sto diventando grande”, pensò con gli occhi lucidi di commozione.

 


Elena Bacchielli ha 38 anni ed è Storica dell’Arte e Guida Turistica della Regione Marche.
Dal 2008 collabora con le strutture museali della sua città, Pesaro.
Nel 2013 ha pubblicato il libro: Vittoria Mosca Toschi: amantissima delle arti belle. Tra intimità poetica e filantropia, pubblicazione che nasce dalla rielaborazione della tesi di laurea specialistica conseguita presso l’Università degli Studi di Urbino e dedicata alla nobildonna pesarese Vittoria Mosca.
È ideatrice e curatrice dal 2015 dell’evento: In ricordo di Vittoria Mosca.
Nel 2019 ha curato il ciclo di conferenze Donne illustri pesaresi in collaborazione con l’Associazione femminile Fidapa di Pesaro.